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Arresti per tentata estorsione, i due accusati non rispondono al Gip

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VASTO – Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Marcello D’Alò, 31 anni, e Angela Mareglia, 25, entrambi residenti a San Salvo, accusati di tentata estorsione ai danni di una professionista vastese, un avvocato. Stamani, nel carcere di Torre Sinello, si è tenuta l’udienza di convalida degli arresti eseguiti martedì sera dai carabinieri della locale Compagnia, diretta dal capitano Giuseppe Loschiavo. I due sono comparsi dinanzi al Giudice per le indagini preliminari, Caterina Salusti. Un’udienza-lampo, visto che D’Alò e la Mareglia, assistiti dall’avvocato Angela Pennetta, hanno dichiarato di non voler rispondere alle domande del magistrato. Il Pubblico ministero, Francesco Prete, ha chiesto la convalida delle misure restrittive, il legale degli accusati la remissione in libertà o, in alternativa, gli arresti domiciliari. Il Gip si è riservato di decidere. Il trentunenne si trova tuttora nel penitenziario di Torre Sinello, mentre la ragazza in quello femminile di Chieti. Era stata la professionista a denunciare il presunto tentativo di estorsione ai carabinieri.

Le due persone finite in manette erano state intercettate dai carabinieri “in una località isolata della periferia di San Salvo – ha raccontato Loschiavo in un comunicato – mentre tentavano di impossessarsi della busta contenente i soldi che la vittima dell’estorsione aveva poco prima depositato nel posto indicato dai presunti estortori. La professionista, comprensibilmente preoccupata per quanto le stava succedendo – ha dichiarato l’ufficiale – si era immediatamente rivolta ai carabinieri i quali, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Vasto, avevano predisposto un servizio di osservazione e pedinamento”.

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