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Il presidente di "Pro Trignina": ecco perché mi dimetto dall'Idv

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SAN SALVO – Antonio Turdò presidente del comitato Pro Trignina, che si batte contro gli autovelox imboscati lungo la strada che collega Abruzzo, Molise e Campania, si dimette dall’Italia dei valori. Lo fa inviando una lettera al leader nazionale, Antonio Di Pietro. La pubblichiamo

“Gentile presidente Di Pietro, con la presente Le comunico che a partire da oggi 18 ottobre 2009 revoco la mia adesione alla organizzazione politica Italia dei Valori.
 
Questa mia iniziativa non ha nessuna motivazione di ordine politico o alla linea politica del partito nel suo complesso, anche se alcuni aspetti voglio chiarirli o meglio esplicarli, soprattutto come intendevo la mia adesione alla sua formazione politica.
 
Nel momento in cui ho dato la mia adesione al partito, pensavo di poter collaborare ad una elaborazione di una analisi sulle problematiche territoriali che poi sono anche quelle nazionali che mi permetto di elencarle:
 
– Chiusura delle aziende con un crollo dei posti di lavoro; aziende che chiudono, pensi alla gravissima difficoltà che attanaglia l’intero comparto dell’automotive (Sevel, PilkingtonSIV, Denso e tutto l’indotto) e come non vedere la crisi nel settore del tessile, la chiusura della ITIERRE e anche in questo caso tanti imprenditori e le loro relative maestranze,in prevalenza femminili, che dopo anni di duro e malpagato lavoro si ritrovano a casa a girare i pollici delle mani;
– Attentati continui al territorio, come la centrale nucleare a Termoli(CB), biomassa a Mafalda(CB) e a Trivento(CB), centrali eoliche sul mare Adriatico di fronte a Petacciato e sulla terraferma , Centro Oli di Ortona, innumerevoli trivellazioni sui mari soprattutto nel nostro Adriatico alla quale la politica è capace solo di rispondere con degli sterili e inutili NO;
– Una sanità diversa, più vicina al cittadino con una rete di ospedalizzazione che riduca il debito ma senza abbassare i livelli di assistenza e soprattutto senza applicare quel principio di chiusura netta e irrevocabile di realtà ospedaliere di piccole dimensioni con tutto quello che ne consegue nei confronti di quegli operatori, che sono famiglie in carne e ossa che hanno impiantato la loro esistenza nei comuni dell’interno, investimenti, affetti familiari, cioè ci hanno creduto, ed oggi tutto viene chiuso senza remore con il timbro del commissario venuto dal nord, e quando parlo della sanità in Abruzzo, da cittadino mi vergogno in profondità ,dei fatti avvenuti il 14 luglio 2008 con gli arresti della giunta Del Turco e dello sfascio della giunta regionale con le conseguenze delle elezioni anticipate;
Non mi voglio dilungare ulteriormente sulla caduta etica e morale nella quale tutta la politica italiana è caduta, sono mesi che non si parla che di escort, di ville in Sardegna, di palazzi romani, mentre abbiamo migliaia di famiglie che vivono in tende, che con enorme difficoltà pagano la cara rata del mutuo della propria e sognata casa di abitazione oppure non riescono a pagare l’affitto.
Voglio solo dirLe che in 8 mesi non ho mai avuto questa opportunità. Per questi motivi e per altri, che per carità di patria e di rispetto della parola valori non Le comunico, ritengo di mettere la parola fine alla mia appartenenza alla Sua organizzazione politica.
 
Nel momento del commiato, Le auguro per la sua organizzazione  successi e fortune, e mi permetta di chiederLa di estendere il mio saluto rispettoso anche al senatore Mascitelli, a Carlo Costantini ed a Pino Cicchini, un vero uomo di valore, un  esempio di quando a un uomo basta uno sguardo per capire e farsi capire”.       

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