vastoweb.com - Portale di informazione su Vasto e Abruzzo. Commercio, Servizi, Turismo.

Problema rifiuti, Lapenna: i debiti del Civeta non gravino sui vastesi

Più informazioni su

VASTO – “Non vedo spiragli concreti”. Per Luciano Lapenna, sindaco di Vasto, è ancora lontana la soluzione del problema rifiuti nel Vastese. Il vertice di Cupello non è stato risolutivo sulla questione Civeta, il consorzio che gestisce il riciclaggio e lo smaltimento dei rifiuti in 32 comuni ed è è oberato a oltre 4 milioni di euro di debiti. Sulla stessa lunghezza d’onda il primo cittadino di San Salvo, Gabriele Marchese: “Quello assunto dalla Provincia è un impegno molto generico”. Ieri il vertice a Cupello, con la partecipazione dell’assessore regionale all’Ambiente, Daniela Stati, e il presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio. “Ho sentito – afferma Lapenna – discorsi condivisibili, ma nel mio intervento ho sottolineato due aspetti fondamentali. Il primo è il fattore tempo, al cui trascorrere si aggravano le posizioni debitorie del Civeta. Per cui, la via d’uscita va trovata in fretta. Il secondo elemento di cui tenere conto è rappresentato dal fatto che la gran parte delle somme è dovuta dai Comuni per i lavori di consolidamento dell’impianto di Valle Cena (in cui, in passato, si è verificata una frana, n.d.r). Non è legittimo – sostiene il sindaco di Vasto – che i contribuenti vastesi paghino per responsabilità altrui. Abbiamo fatto un piacere ad altre regioni accogliendo i loro rifiuti, ora non dobbiamo essere noi a pagare. In ogni caso – conlude Lapenna – non vedo spiragli concreti”. Marchese è d’accordo: “Abbiamo chiesto – spiega il primo cittadino di San Salvo – di rivedere la vocazione del consorzio”, aumentando, dunque, la capacità di accogliere rifiuti e non limitandola alle 30mila tonnellate l’anno imposte dal Piano regionale, “o, in alternativa, lo scambio di cubatura con Cerratina”, la discarica di Lanciano in cui viene trasportata l’immondizia del Vastese vista la chiusura, nell’impianto di Cupello, della nuova vasca per la raccolta della parte non riciclabile del pattume. Secondo il sindaco di San Salvo, “nonostante fosse stato sollecitato dall’assessore regionale, il presidente della Provincia è stato molto generico” e, dunque, la soluzione del problema non c’è ancora.

Il vertice di ieri. “Vediamo se si può fare uno scambio di cubatura con la discarica di Cerratina”, a Lanciano. E’ la soluzione prospettata da Daniela Stati, assessore regionale all’Ambiente, prima dell’inizio del vertice sull’emergenza rifiuti nel Vastese, tenutosi ieri, 19 ottobre, nell’aula consiliare del Comune di Cupello, dove sono riuniti sindaci, amministratori locali, rappresentanti della Regione Abruzzo e tecnici del Civeta, il consorzio che gestisce riciclaggio e smaltimento del pattume in 32 comuni del comprensorio e che ha accumulato oltre 4 milioni di euro di debiti. La nuova vasca per la raccolta della parte non riciclabile dei rifiuti è tuttora chiusa, in attesa dell’Aia, autorizzazione integrata ambientale, che la Regione vuole, però, concedere solo per 30mila tonnellate di immondizia l’anno, cosa che non permetterebbe un bilancio in attivo. La Stati è arrivata a Cupello ieri, intorno alle 18.40 insieme ai dirigenti regionali Marco Famoso, Franco Gerardini e Carlo Visca. Prima dell’inizio del vertice, presieduto dal primo cittadino di San Salvo, Gabriele Marchese, in qualità di presidente del Comitato ristretto dei sindaci, l’assessore regionale ha rilasciato dichiarazioni concilianti: “Il primo atto che, da assessore, ho posto in essere per il Civeta è il commissariamento ad acta per problemi finanziari e organizzativi dell’impianto di Valle Cena, a Cupello. Oggi – ha assicurato la Stati – la Regione viene incontro alle richieste dei sindaci e degli amministratori del consorzio, ma in termini di legge. Quello che vorremmo fare è approvare, seppur con molto ritardo, il bilancio di previsione 2009 e pianificare il futuro. Tutti vogliamo che l’impianto cresca e che torni all’efficienza che poteva vantare quando accoglieva rifiuti provenienti dalle altre regioni. Vediamo se si può fare uno scambio di cubatura con Cerratina”, in modo da evitare di dover trasportare il pattume nella discarica di Lanciano, necessità che è alla base dei debiti accumulati dal Civeta.

I problemi. Delicata la questione occupazionale: 26 persone perderebbero il posto di lavoro, se venissero imposti limiti al quantitativo di rifiuti da accogliere a Valle Cena. “Speriamo di poter scongiurare questa eventualità – ha dichiarato Sgrignuoli – e, nel caso in cui ciò non fosse possibile, chiederemo l’accesso agli ammortizzatori sociali”. Secondo problema, non di poco conto: in base al Piano regionale dei rifiuti, l’impianto dal prossimo anno potrà trattare solo i rifiuti organici (quelli umidi) destinati ad essere riciclati e trasformati in fertilizzante denominato compost. Tutto il resto, cioè il cosiddetti rifiuti solidi urbani, dovrà essere portato altrove. La discarica più vicina rimane quella di Cerratina. Portare l’immondizia lontano da Cupello sarà interamente a carico dei Comuni. Vasto ogni anno produce 20mila tonnellate di pattume, San Salvo 10mila, i centri dell’entroterra 5mila. Per il Comune di Vasto, secondo una stima effettuata dall’assessore alle Finanze, Domenico Molino, i costi salirebbero di un milione 600mila euro che, sommati ai 4 milioni e 100mila euro previsti in bilancio, fanno 5 milioni 700mila. Una mazzata.

micheledannunzio@vastoweb.com

Più informazioni su