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Sciopero Denso, la Fiom-Cgil: adesione massiccia con punte del 70%

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VASTO – Una percentuale tra il 60 e il 70% degli operai ha incrociato le braccia oggi nei primi due turni lavorativi alla Denso di San Salvo. Sono le cifre relative allo sciopero di un’ora diffuse nel pomeriggio dalla Fiom-Cgil. A dare man forte ai lavoratori della multinazionale giapponese che produce componenti per auto è arrivato Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom-Cgil, che ha parlato ai dipendenti fuori dai cancelli dell’azienda di Piana Sant’Angelo. La protesta è contro il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici firmato da Cisl e Uil. Un contratto che Cremaschi ha definito “il peggiore nella storia”. “Siamo molto soddisfatti – commmenta Mario Codagnone, segretario provinciale della Fiom-Cgil – perché registriamo un’elevata partecipazione allo sciopero, con punte del 70%. Hanno protestato anche lavoratori iscritti alle altre organizzazioni sindacali. Del resto – afferma il sindacalista – le motivazioni della protesta sono molto chiare: l’accordo sottoscritto da Fim-Cisl e Uilm-Uil è insufficiente riguardo alla parte economica e peggiorativo nell’aspetto normativo (quella in cui si stabiliscono diritti e doveri dei dipendenti delle aziende, n.d.r.). Troppo pochi 94 euro di aumento da spalmare in 3 anni per i lavoratori di terzo livello. Un’intesa che prevede solo 18 euro netti per il 2010. Invitiamo Cisl e Uil a consentire agli operai di esercitare il proprio diritto di voto sul contratto le due sigle sindacali hanno firmato”.

Protesta gruppo Angelini. I lavoratori del gruppo Villa Pini hanno occupato i locali dell’assessorato regionale alla Sanita’, a Pescara. Tra le strutture sanitarie private di cui è titolare Vincenzo Angelini fanno parte anche i centri di riabilitazione San. Stef. Ar di Vasto e San Salvo. “La protesta si annuncia ad oltranza”, afferma Carmine Ranieri, segretario generale della Cigl-Fp Abruzzo, che sollecita un tavolo immediato per affrontare seriamente e risolvere la delicata questione. “I lavoratori devono percepire sette mensilità arretrate – spiega Ranieri – ma oggi, nel corso di un incontro con il governatore, Gianni Chiodi, con l’assessore regionale alla Sanità, Lanfranco Venturoni, con il commissario Gino Redigolo e con i commissari delle Asl e la proprietà del gruppo Angelini si è capito che non c’è ancora la capacità di certificare con esattezza il debito delle Asl nei confronti di Angelini. Si parla di una somma pari a 6 milioni 350 mila euro ma una cifra del genere, che comunque rappresenta una stima prudenziale, consentirebbe solo di coprire il Durc e il pagamento di uno stipendio”. Lavoratori e sindacalisti chiedono alla Regione di definire una volta per tutte le somme esigibili da Angelini, perché chiarendo questo dato si potrebbe non solo capire come pagare i lavoratori, ma anche sapere qual è il futuro dell’azienda e del personale. Oltre all’occupazione dei locali e’ stata promossa anche una manifestazione in strada.

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