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"Città imbrattata dai graffiti? Si faccia il muro dello sfogo"

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VASTO – I muri del centro storico di Vasto sono imbrattati dagli amanti della bomboletta spray? Allora si faccia in città il muro dello sfogo, riservato ai writers cioè gli autori dei graffiti. C’è chi li considera gente che imbratta le pareti e chi li chiama artisti di strada. La proposta è di Giovani in Movimento, l’organizzazione che raggruppa in città i movimenti giovanili del centrodestra. L’idea è contenuta in un articolo del mensile a distribuzione gratuita redatto dall’associazione.

“Spesso – scrive Marco di Michele Marisi, responsabile di Giovani in Movimento – vediamo muri imbrattati, soprattutto nel centro storico e” sugli edifici che “danno prestigio alla città”, per cui “ci piange quasi il cuore. Ma bisogna capire che anche quella è un’espressione di arte, di uno stato d’animo del momento, o a volte solo un modo per far leggere a qualcuno una frase, un pensiero. Spesso è anche un segno di protesta. Molte volte le scritte sono contro qualcosa, contro qualche iniziativa, spesso contro la costruzione di qualche palazzo, eccetera.  A volte sono vere e proprie opere d’arte fatte con cura e, soprattutto, spendendoci tempo e denaro: un modo per sfogarsi.

Bisogna concedere degli spazi ove i ragazzi e spesso veri e propri professionisti della bomboletta spray, chiamati writers, possano disegnare ciò che si sentono, o solamente lasciare messaggi e scritte. Una specie di muro dello sfogo ove tutti possano disegnare ciò che vogliono, stabilendo, comunque, anche delle regole nel rispetto della privacy” e relativamente al tempo di permanenza scritte e disegni. “Insomma – si legge sul mensile gratuito – se la proposta sembrerebbe choc, ci si può consolare pensando che anche un critico d’arte quale Vittorio Sgarbi, ora Sindaco di Salemi, in Sicilia, ha pensato a questo. Infatti, ha permesso, tramite un provvedimento, che i writers potessero disegnare su dei palazzi definiti degli scempi pubblici, molti dei quali costruiti dal ‘60 in poi, a volte non terminati, con un patto molto chiaro e preciso: vi diamo questi spazi, ma non sporcate il resto della città. 

E allora la proposta è questa: concedere a questi veri e propri artisti di strada o, a volte, semplicemente persone che vogliono esprimere un pensiero, dei muri sui quali possano scrivere, disegnare e dipingere, come magari possono essere quelli in località Sant’Onofrio già utilizzati, a patto che non sporchino altri muri, per esempio nel centro storico” e, più in generale, dove è vietato. “Insomma – conclude Giovani in Movimento – da una parte una bacheca dei messaggi d’amore o semplicemente di frasi rivolte a qualcuno, e dall’altra disegni o pitture che possano abbellire grandi muri vuoti” ai margini delle strade.

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