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Caso Villa Pini, mancano i soldi per gli stipendi. La Uil si spacca

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VASTO – Quasi due correnti diverse dello stesso sindacato, con logiche e indirizzi diversi e quasi inconciliabili. Minimo comun denominatore di una situazione che si potrae da mesi in tutta la sua difficoltà è la mancanza, e in molti casi l’assoluto dissolvimento, degli stipendi per i lavoratori del Gruppo Angelini, di cui fanno sia quelli di Villa Pini che del San. Stef. A.R.. Una situazione che ha portato ad una sorta di lotta interna alla Uil dove i rappresentanti interni del sindacato si sono allontanati dalla direzione regionale. Tutto parte dalla situazione di difficoltà dei lavoratori impiegati nel comparto della sanità privata, duramente provata dall’inchiesta che poi portò all’arresto dell’allora Governatore regionale Ottaviano Del Turco e di parte della sua Giunta. Da allora la situazione è andata sempre peggiorando per i dipendenti del gruppo Angelini. Sono mesi che i lavoratori hanno iniziato una battaglia sindacale per vedersi riconosciuti i loro diritti fondamentali, primo fra tutti quello allo stipendio. Una questione che riguarda anche molti lavoratori del Vastese, circa 40 che non molto tempo fa hanno messo in atto anche una dura manifestazione di protesta all’interno dell’assessorato di Pescara. Dopo una prima boccata d’ossigeno di poco più di un mese fa, i lavoratori sono tornati a farsi sentire in particolare ad Atessa dove ieri 18 dipendenti del gruppo Villa Pini si sono incatenati davanti ai cancelli. Il motivo è presto detto: l’assenza di pagamento degli stipendi. Una questione che ha portato allo scontro anche i vari rappresentanti della Uil perché se le Rsa interne hanno sempre visto come unica controparte non la Famiglia Angelini (loro datore di lavoro), ma la Regione Abruzzo. Dall’altra parte, invece, la logica della direzione regionale che ritiene non condivisibile il punto di vista dei sindacati interni. Da qui la decisione di scindersi. “La Uil – ha affermato il segretario Roberto Campo – continua nella sua lotta accanto ai lavoratori per ottenere un futuro occupazione sereno e stabile”.

Il parere dell’Azione Cattolica italiana. Sulle importanti e delicate questioni lavorative che stanno riguardando i dipendenti non solo delle strutture sanitarie, ma anche di altre imprese, si è espressa anche la delegazione di Abruzzo e Molise dell’Azione Cattolica Italiana. La crisi che sta colpendo l’Italia, infatti, si sta riversando su tutte le strutture economiche. “In quest’ottica – affermano i presidenti delle undici diocesi di Abruzzo e Molise – riteniamo di dover rivolgere un appello a tutte le istituzioni regionali, provinciali e locali, affinché si adoperino, ciascuna per quanto di propria competenza e in atteggiamento di corresponsabilità, indipendentemente dagli schieramenti politici di appartenenza, nell’affrontare con tempestività i casi di disagio di tutte le persone che vivono tali situazioni”.

michelabevilacqua@vastoweb.com

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