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Pro Vasto: il ds ai domiciliari, il presidente Crisci: gli siamo vicini

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VASTO – “Mi dispiace che a questa inchiesta venga accostato il nome della Pro Vasto. Ho appreso di questa vicenda prima seguendo un telegiornale, poi leggendo la notizia diramata dall’Ansa a livello nazionale”. E’ il primo, incredulo commento di Domenico Crisci, presidente della Pro Vasto, alla notizia del coinvolgimento di Luca Evangelisti, direttore sportivo della società biancorossa, nell’inchiesta sul calcio scommesse finalizzata a far luce su un presunto giro di partite truccate tra il 2007 e la stagione calcistica 2008-2009. Nell’ambito della stessa operazione, diretta dalla Direzione distrettuale antimafia di Potenza (sostituto procuratore Francesco Basentini), i carabinieri del Comando provinciale del capoluogo lucano hanno arrestato stamane il presidente del Potenza (Prima Divisione, girone B), Giuseppe Postiglione, e altre sette persone.
Una ventina, in tutto, gli indagati. Evangelisti, 44 anni, ex mediano, con trascorsi al Pescara, Perugia, Lecce, in Serie A e B, era stato già direttore sportivo della Pro Vasto nella stagione 2004-2005. Lo scorso 10 ottobre era tornato in riva all’Adriatico, trovando una squadra in difficoltà nei bassifondi della classifica. Ora è agli arresti domiciliari nella sua casa di San Benedetto del Tronto. (md)

La posizione della società. “Spero innanzitutto – aggiunge Crisci a mente fredda, affidando le sue parole al sito ufficiale http://www.provasto.it/ – che Luca sappia dimostrare la sua totale estaneità ai fatti che lo vedono coinvolto, io credo in posizione marginale, se penso che è stato l’unico a ricevere la restrizione domiciliare. Mi preme anche sottolineare la totale estraneità della società che presiedo in quanto le indagini riguardano gli ultimi due campionati passati e Luca collabora con noi da due mesi. Intanto, gli siamo umanamente vicini”.

L’inchiesta. Le altre sette persone in carcere insieme a Postiglione sono Pasquale Giuzio, collaboratore di Postiglione nel Potenza, Antonio Cossidente – presunto appartenente alla criminalità organizzata – i fratelli Michele e Alessandro Scavone, Cesare Montesano, il commercialista Aldo Fanizzi ed Ettore Todaro.

Le indagini e i reati scoperti hanno riguardato una partita del campionato di Serie B del 2007-2008 e sei-sette gare del campionato di Prima divisione, girone B, della stagione 2008-2009. In pratica, si è trattato di scommesse – presentate da Postiglione in punti “regolari” della rete” – su partite delle quali egli avrebbe già conosciuto il risultato.

La partita di Serie B Ravenna-Lecce – giocata il 26 aprile 2008 e finita con il risultato di 3-1 per la squadra pugliese – è una delle gare al centro dell’inchiesta che ha portato all’arresto di nove persone. Sul risultato della partita, Postiglione avrebbe presentato una scommessa: secondo quanto si è appreso, il presidente del Potenza avrebbe incassato circa 86 mila euro. I Carabinieri hanno indagato e raccolto elementi anche intorno a partite che il Potenza ha giocato lo scorso anno, quando finì ultimo in classifica e fu retrocesso, venendo poi ripescato in Prima divisione.

“Posso dire soltanto che si è trattato di un’indagine molto complessa”: lo ha detto all’ANSA il comandante provinciale di Potenza dei Carabinieri, tenente colonnello Domenico Pagano. “Non stiamo parlando soltanto di scommesse”, si è limitato ad aggiungere l’ufficiale. Alla domanda su quando sono cominciate le indagini, il comandante dei Carabinieri ha risposto: “Dal 2007”. (ANSA, Agenzia nazionale di stampa associata)

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