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Parte "Sotto lo stesso cielo": il progetto di educazione alle differenze

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VASTO – Sotto lo stesso cielo: è il progetto di educazione alle differenze di genere promosso dal Ministero della Pubblica istruzione in provincia di Chieti. Referente e coordinatrice Anna Paola Sabatini. “L’’iniziativa che coinvolgerà in via sperimentale per quest’anno scolastico dieci istituti scolastici dei diversi ordini e gradi – spiega la Sabatini – ha come scopo proprio quello di promuovere a partire dall’età più tenera un’educazione orientata alla conoscenza e all’accettazione delle differenze tra il genere maschile e quello femminile che possa fungere da contrasto al fenomeno della violenza. La vera sfida dei nostri tempi, infatti, non è tanto e solamente quella della parità quanto quella, resa sempre più urgente dai crescenti episodi di violenza nei confronti delle donne anche dentro le mura domestiche, legata al superamento degli stereotipi legati all’immagine femminile e soprattutto all’intervallo culturale che separa questi dal ruolo reale che l’emancipazione dei tempi riconosce invece oggi alle donne. Alla radice di tanti fenomeni di violenza c’è infatti troppo spesso la mancata accettazione da parte di alcuni uomini dei cambiamenti che nelle realtà concrete hanno investito oggi l’universo femminile che mal si conciliano con l’immagine sicuramente più rassicurante della donna che continua invece ad essere riproposta anche con forza dai mass media e dai modelli culturali dominanti.
Per dare una risposta efficace al problema partire da un lavoro di prevenzione che accompagni il soggetto nella propria crescita appare una via che tra le altre lascia intravvedere una possibilità concreta di risoluzione del problema dalla radice. In questo percorso – sottolinea Anna Paola Sabatini – la scuola, luogo dell’educazione per eccellenza viene ad assumere il ruolo di palestra privilegiata che a partire dalla conoscenza delle differenze che caratterizzato necessariamente i generi in base al sesso, e dall’azione di filtro degli stereotipi di cui già i bambini sono oggetto, porti i ragazzi ad una piena e consapevole accettazione che non può che tradursi nel rispetto paritario delle stesse”.

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