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Del Prete: "Esco dal Pd, contro di me odio comunista. Pdl? Inesistente"

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VASTO – “Con la riconsegna della tessera si chiude la mia esperienza in seno ad un partito mai nato”. E poi rincara la dose: “Per i prossimi 15 anni la sinistra non sarà in amministrazione a Vasto”. Ed è proprio al termine di una quindicina d’anni di militanza che Nicola Del Prete, ex vice sindaco di Vasto, ufficializza quello che era nell’aria da tempo. E rilancia: “Sto avviando – sono le sue prime parole nella conferenza stampa convocata per parlare del futuro politico personale e della città – un percorso per un’esperienza civica, perché quella con la sinistra è finita. Guardo da tutt’altra parte per coinvolgere i moderati. Il centrodestra? Oggi a Vasto non c’è un centrodestra”.

L’amministrazione Lapenna. “Quando il sindaco in Giunta proponeva corbellerie – è l’attacco di Del Prete – io contestavo (ed ero l’unico) qualche volta anche in maniera irruenta. L’amministrazione Lapenna non è stata capace di darsi dall’inizio una propria struttura. Prova a farlo adesso, ma con logiche di spartizione politica in cui ognuno vuole sistemare l’amico, al di là delle baggianate del primo cittadino sulla trasparenza”. I motivi dei dissidi interni: “Ho detto in Giunta: avete partorito delle Norme tecniche di attuazione del Piano regolatore”, quelle che stabiliscono le altezze dei nuovi fabbricati e la distanza tra di loro e dalla strada, “con cui non sono d’accordo. Operiamo delle correzioni. Mi è stato risposto – sostiene l’ormai ex esponente del Pd – che, se avessimo modificato le Nta, Rifondazione comunista sarebbe uscita dall’amministrazione e dalla maggioranza. Di qui la mia mancata candidatura alle elezioni provinciali”, dopo le quali il gruppo dirigente dei Democratici ha chiesto e ottenuto la sua testa, accusandolo di aver fatto campagna elettorale contro il centrosinistra. “Ho sostenuto i 3 candidati del Pd”.

Il Pd. “Il Partito democratico – polemizza Del Prete – è diventato un partito di ex progressisti, che avevano avuto esperienze nel Partito comunista. Rispetto questa logica devo togliere il disturbo. Ho cercato fino all’ultimo di lottare, appoggiando Maria Amato nella sua candidatura alla segreteria cittadina. Una minoranza dei 473 iscritti ha scelto di confermare Forte (definito da Del Prete ‘una mezza figura’). Con la mancata elezione della Amato siamo stati mortificati per l’ennesima volta. L’amministrazione Lapenna, dopo 3 anni e mezzo, non ha attuato nessun rinnovamento politico. Il Pd comunale, da cui doveva rimanere distinto. C’è spazio per un’esperienza civica” perché quella “con la sinistra è finita. Guardo da tutt’altra parte”, ma “a Vasto non c’è un centrodestra”. Ad eventuali dissidenti del Pd dice: “Non prefiguro un movimento con le facce che tutti conoscono. Se condividono la mia opinione e vogliono partecipare a un percorso, sono pronto a dialogare. In caso contrario, non mi fascerò la testa”.

Il libro. Amministrazione Lapenna e Partito democratico. Storia di due storie mai nate. E’ il titolo del libro che Del Prete ha scritto con Davide D’Alessandro, il giornalista che, nel 2006, sembrava in predicato di diventare il portavoce del sindaco e che ora scrive su Qui Quotidiano (il giornale diretto dal consigliere regionale di centrodestra Giuseppe Tagliente) e su La Voce del Vastese, il foglio gratuiito di cui è direttore lo stesso Del Prete. Lunedì, alle 17, al cinema Corso, la presentazione del volume di 150 pagine, in cui “ricostruiamo questi tre anni di centrosinistra, anche con colloqui privati con membri dell’amministrazione e diverse notizie inedite, a partire da alcuni retroscena sul restauro della statua di Gabriele Rossetti. Con Davide, che ha scritto malissimo su di me per molto tempo, ci siamo ritrovati a fare delle considerazioni su quello che è stato e abbiamo deciso di mettere assieme le idee. Abbiamo scritto il libro in 18 giorni”.

micheledannunzio@vastoweb.com

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