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Consiglio comunale: no al declassamento della stazione ferroviaria

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VASTO – Il Consiglio comunale di Vasto dice no al declassamento della stazione ferroviaria. Approvato all’unanimità l’ordine del giorno con cui si avvia la battaglia per arginare quello che nel documento approvato in aula viene definito come un progressivo “svuotamento” del secondo scalo ferroviario della Regione, in cui sono stati già tagliati servizi essenziali, come “biglietteria e scalo merci”. Etelwardo Sigismondi (Pdl) ha chiesto “sinergie” tra le istituzioni per condurre una lotta comune. Il sindaco, Luciano Lapenna, ha invece sostenuto che “qualcosa è stato salvato”, nel senso che alcune delle fermate di treni a lunga percorrenza non sono state soppresse, mentre Gianni Quagliarella (Pd), ex consigliere d’amministrazione dell’azienda regionale di trasporti Sangritana ha sottolineato, ampliando il discorso, che “non c’è più un collegamento su gomma con Bologna. E’ antipatico essere autoreferenziali, ma il precedente consiglio d’amministrazione aveva salvato questo servizio”. Prorogato di un anno il contratto con la società Tessitore srl, che gestisce il trasporto pubblico urbano.

Pale eoliche. Approvati anche l’ordine del giorno contro il parco eolico a largo della costa e la centrale nucleare a Termoli, quest’ultimo a maggioranza, dopo che Giuseppe Tagliente (Pdl) aveva chiesto di ritirare il documento perché, “non c’è un elenco” delle località in cui dovrebbero sorgere i nuovi impianti. Solo la maggioranza di centrosinistra ha dato il via libera all’inserimento nello Statuto comunale (come richiesto da Rifondazione comunista) del principio secondo cui l’acqua deve rimanere pubblica e, dunque, non può essere privatizzata.

Litigi. La discussione si è improvvisamente accesa sul documento presentato dal centrodestra per esprimere solidarietà al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, dopo l’aggressione subita a Milano. I toni si sono fatti aspri sulla frase “abbassare i toni della polemica”. Nonostante anche il sindaco avesse dato il via libera, Fabio Smargiassi (Rifondazione comunista) e Nicolangelo D’Adamo (Pd) hanno annunciato di voler votare contro. D’Adamo ha chiesto che all’espressione “abbassare i toni della polemica” fosse aggiunto “a tutti i livelli, compreso quello locale”. Sotto accusa, infatti, è finito Qui Quotidiano, il giornale gratuito di cui è direttore Tagliente. Il consigliere del Pd ha parlato di “attacchi personali” nei confronti di Lapenna, usando una frase latina: “Gutta cavat lapidem” (la goccia scava la pietra) per lasciar intendere la frequenza con cui questi attacchi verrebbero pubblicati su Qui Quotidiano per persuadere l’opinione pubblica. Anche il primo cittadino ha sostenuto che “a volte si va oltre” con “attacchi violenti da parte anche di consiglieri comunali”, un “tiro al sindaco e alla sua famiglia. E’ una vergogna”. Tagliente ha replicato appellandosi al diritto di satira e precisando che non è mai stata fatta ironia “sulla moralità del sindaco”. “Stiamo facendo ridere”, ha tuonato Sigismondi, “è nata una discussione che non c’entra nulla con il documento presentato”. Alla fine, dopo i litigi, è stata approvazione all’unanimità, con la modifica chiesta da D’Adamo.

micheledannunzio@vastoweb.com

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