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Dimmi come mangi e ti dirò chi sei. Tradizioni nella notte più "pazza" dell'anno

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VASTO – La notte di San Silvestro. Ossia la notte da passare insieme. Che sia a casa o nei ristoranti. Con gli amici o con il fidanzato poco importante. Il must è divertirsi e, perché no, appagare anche il palato. Veniamo, quindi, alle usanze dei vastesi. La tradizione vuole la cena a casa dove verranno invitati amici e conoscenti. In questo caso si pensa, prima di tutto, all’addobbo della tavola che deve essere rigorosamente in rosso. Tovaglia rossa, tavoglioli rosse, due candele (che fanno sempre tanto chic) e il gioco è servito. Dopo aver colpito con l’addobbo si deve colpire con le portate. Il menù può variare tra la carne e il pesce. Si passa dalle portate più semplici (cozze aperte o antipasto misto di salumi per chi volesse optare per la carne) a quelli un pò più complicati. Ma sicuramente di effetto. Come l’anatra all’arancia, o il carpaccio di pesce. Poi via libera a dolci e bevande, con l’occhio sempre buttato all’etilometro (lo spauracchio per chi dovrà guidare questa sera). Chi, invece, opterà per il classico cenone di fine anno in qualche ristorante, magari accompagnato dalla serata in discoteca, ha di che poter godere: si sa, infatti, che i menù dei ristoranti (anche solo per i nomi che sono stati dati alle varie portate) ha di che colpire le immaginazioni. E mentre le papille gustative si stanno preparando alla serata, più di qualcuno finisce le ultime compere. In fondo c’è sempre oggi pomeriggio per essere belle.

michelabevilacqua@vastoweb.com

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