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Rsa "San Vitale", Cerulli alla Cisl: "Plotone di improvvisati purificatori"

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SAN SALVO – Da Gabriele Cerulli, ex delegato della Cisl nella Residenza sanitaria assistenziale San Vitale di San Salvo, riceviamo e pubblichiamo:
“A seguito delle dichiarazioni congiunte di Cgil e Cisl rilasciate ad alcune  testate giornalistiche,  in cui si accusa di politica antisindacale la Rsa  San Vitale di San Salvo, in qualità di ex delegato aziendale Cisl e fautore  unico dell’ingresso di questa sigla nella nostra struttura nel 2005, replico al signor Davide Farina (Cisl Abruzzo, n.d.r.), anch’egli, evidentemente, componente del folto plotone di improvvisati purificatori nato nel mondo della sanità regionale dopo lo scandalo del 2008. Intervengo nel pieno diritto di difendere un posto di lavoro ancora stabile dall’attacco di troppi sciacalli che negli ultimi mesi svolazzano a vario titolo di “stormo” ad altezza d’uomo. 
Premesso l’indiscutibile sacrosanto diritto di ogni lavoratore a tutelare i  propri diritti come, dove, quando e perché, allorchè previsto dai contratti  di lavoro vigenti, mi sento altrettanto nel pieno diritto e dovere di  intervenire in risposta al signor Davide Farina della Cisl che accusa di  politica antisindacale i vertici della  Rsa San Vitale, poiché fui io a  portarli dentro questi signori nel 2005. Feci subito 13 iscritti, la maggioranza rispetto alle altre confederazioni. Diventammo 17 dopo aver chiuso due grossissime trattative per le quali dovetti lottare innanzitutto contro i miei riferimenti territoriali Davide Farina, Nicola Mascia e Enzo Traniello, poi con l’azienda. Quest’ultimo m’invitò a presenziare nella decisiva trattativa del 31 marzo 2006 nonostante io fossi in malattia in quanto sosteneva che non ci fossero i presupposti per ritenere infranta la fascia oraria Inps. Giusto per rendere l’idea di quali personaggi rivestono ruoli fondamentali nella vita dei lavoratori ed oggi, solo oggi, brandiscono armi da guerra. Gli stessi che preferirono rapportarsi con la mia vice (attualmente in carica, sempre illegittimamente, poiché non sono mai state svolte elezioni per la mia sostituzione come previsto da regolamento), ritenuta più “affidabile” per via del suo carattere temerario a fronte del mio “un po’ aggressivo”. Risultati? Io, e solo io, chiusi due trattative che fecero sensibilmente lievitare le unità lavorative, raddoppiare le ore contrattuali dei part-time, diminuire i carichi di lavoro, oltre ad altre conquiste. Dopo di me, in quattro anni, non è mai stata chiusa nessuna trattativa. Qualche domanda al signor Farina: nel 2005 si parlava di crisi economica (stava solo nascendo) come del sesso degli angeli, eppure lei tirava fuori sempre la questione dei tagli regionali per acquietare la mia vena ribelle. Come mai oggi non dice nulla dei 588.000 euro in meno destinati al nostro gruppo, di cui 140.000 al San Vitale, dal Piano Baraldi? Come mai soltanto oggi, in piena regressione economica mondiale, ha deciso di indossare i panni del gladiatore e promuovere vertenze disattese dalla metà dei suoi stessi iscritti? Quando ero io a rilasciare dichiarazioni ai giornali prima mi dissuadeva, poi  mi rimbrottava, e adesso cosa è cambiato? Le logiche o c’è qualcuno che  preme per creare problemi ad un gruppo che con tanti pregi e tanti difetti è divenuto un po’ ingombrante? Mi faccia sapere il signor Farina. Se ne ha”.

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