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Lino Schiavone: "Vasto è ormai diventata città dell'indifferenza"

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VASTO – Dopo il malore che è costato la vita a un cinquantasettenne di Monteodorisio davanti a moglie e figlio in corso Mazzini, a Vasto, riceviamo e pubblichiamo da un lettore, Lino Schiavone, alcune riflessioni: 
“Questa mattina ho capito, mio malgrado, quanto questa città sia diventata indifferente, sorda persino al dolore più grande, quello della perdita di un familiare. Corso Mazzini, un uomo esce da un negozio e, stroncato da un malore, muore sul colpo. Qualcuno trova in fretta un lenzuolo e copre quel corpo di uomo ancora giovane, ma ormai inanimato. Passano i minuti, il freddo è pungente, tutt’intorno un nugolo di vigili urbani, ecco la moglie e il figlio. Impietriti dal dolore. Il giovane, sui vent’anni, piange disperato dietro l’ottica Romagnoli, ma nessuno che gli vada a mettere un braccio sul collo, a consolarlo. Ci provo io ma i tutori dell’ordine (in questo caso quale ordine?), inflessibili, mi dicono che non posso passare. Prima le incombenze di legge. Ma come, per davvero siamo ridotti così? Mi arrabbio, dico che non vado certo a sollevare il sudario, conosco il triste rito e le procedute del caso. Solo allora, di fronte alla mia reazione, quelli mi lasciano passare. Non lo conosco, ma quel figlio disperato ha bisogno di una parola, un gesto almeno di umana pietà. Che accetta tra le lacrime. Gli altri? Indifferenti i cittadini, vanno oltre, indaffarati e frettolosi osservano e tirano dritto. Chissà, forse per non disturbare. Ma il dolore, ritengo, a volte va condiviso, specie quando arriva così, quando meno te l’aspetti. In mezzo ad una strada, sotto un cielo freddo e plumbeo. Ma che città, mi chiedo, è diventata ormai questa?”

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