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Multe con l'autovelox lungo la Trignina, scoppia un'altra protesta

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FRESAGRANDINARIA – Si accende lo scontro politico dopo gli ultimi sviluppi dell’inchiesta sugli autovelox, in cui sono indagate 15 persone. Nel mirino della magistratura vastese è finito l’utilizzo da parte di alcuni Comuni del Vastese delle apparecchiature di controllo elettronico della velocità lungo la Trignina, l’arteria che collega Abruzzo, Molise e Campania. A Fresagrandinaria opposizione all’attacco dell’amministrazione comunale. Nel mirino di un volantino diffuso dai consiglieri di minoranza finisce il sindaco, Giovanni Di Stefano, accusato di conflitto di interessi, visto che “la società Euro Service srl – scrive l’opposizione – che aveva in appalto il servizio” di autovelox “nei Comuni di Dogliola, San Giovanni Lipioni, Lentella e Cupello, appartiene per la quota del 50% al figlio” del primo cittadino. Nel documento politico si parla di “record di infrazioni rilevate” e di “sostanziosa percentuale di ricavi pattuita con i vari Comuni, dal 18 al 25%” e vengono sollevati dubbi anche su un’altra società, la Fine Service, che ha in appalto la gestione dell’autovelox a Fresagrandinaria. Secondo i consiglieri comunali di opposizione, che fanno riferimento a un’inchiesta di stampa pubblicata nei giorni scorsi, si sarebbero fatti due pesi e due misure nell’irrogazione delle contravvenzioni, perché ad alcuni “veniva annullata la multa, o ridotta, applicando la sanzione minima di 35 euro più le spese di notifica, senza decurtazione di punti”, ma “dopo le indagini”, “chi aveva pattuito il minimo ai sensi dell’articolo 142 del codice della strada” ora “si vede costretto a pagare una somma di oltre 700 euro, il doppio della sanzione dovuta, se pagata regolarmente”. Ma il determinati casi si è “estinto l’obbligo di pagamento per prescrizione. Di queste mancate entrate nelle casse del nostro Comune chi risponderà? Vigileremo affinché la Corte dei conti faccia i controlli necessari”. L’opposizione torna a chiedere un Consiglio comunale straordinario per chiarire la questione e rivolge alla maggioranza un appello: invitate “insieme a noi il sindaco a fare chiarezza o a fare un passo indietro, dimettendosi”.


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