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Taglio degli alberi in via Adriatica, D'Adamo (ApV): servirà ai locali?

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VASTO – Continua il dibattito in città sui lavori di sistemazione in via Adriatica, in particolare sul taglio degli alberi, avvenuto nei giorni scorsi. E’ Francescopaolo D’Adamo ad intervenire, in risposta a quanto affermato da Antonino Spinnato. “Caro Spinnato – scrive sul suo blog D’Adamo- , io penso che la tua battaglia contro il taglio degli alberi di via Adriatica, non produrrà alcunché. Penso che una volta sistemata l’area, sicuramente il passante la troverà gradevole e giudicherà buono l’intervento di trasformazione dell’aiuola, ammesso che si accorga del fatto che un intervento c’è stato. Caro Spinnato, prova a viaggiare con la fantasia. Via Adriatica è, o meglio, sarebbe destinata ad ospitare attività di accoglienza turistica. Esercizi per l’intrattenimento e per la ristorazione, che, in quel luogo con quel panorama, faranno affari d’oro e saranno un forte richiamo per la città. Io sarei felice che così fosse. Questo sarebbe una delle maniere per ridare vita al Centro Storico.
Ci sei arrivato? … Voglio dire: sei arrivato a capire a che cosa potrebbe essere funzionale il taglio dei cedri? Vuoi mettere uno spazio libero, dove poter allocare un bel gazebo vista mare, vuoi mettere degli alberi che per i più sono insignificanti? Vivi, morti, malati, belli, brutti, a chi vuoi che interessino! Guarda i pini di piazza Rossetti che hai tanto difeso, sono ancora lì. Ti sei chiesto il perché? Caro Spinnato, io sono uno di quelli che vorrebbe vedere Vasto vivere e non sommersa dai rovi come il castello della Bella Addormentata. La soluzione dei gazebo, quindi, potrebbe non disturbarmi. Tuttavia mi chiedo: perché operare nella maniera in cui ha operato l’amministrazione comunale di Vasto, senza una parola prima, di nascosto dei cittadini? Con tutto il lavoro che c’è da fare in via Adriatica, perché iniziare col taglio repentino degli alberi? Vedi caro Antonino, io mi ero limitato a pensare che in quel luogo potessero ricavare posti auto, invece poi ho guardato negli occhi alcune persone e ho … immaginato. Ho immaginato la viabilità del posto e la collocazione di alcuni locali. Ho immaginato la circolazione delle auto e la collocazione di alcuni locali. Ho immaginato le necessità dei residenti e la collocazione di alcuni locali. Prova ad immaginare anche tu. Pensa anche che adesso, qualcuno potrebbe dire che l’idea del gazebo l’ho suggerita io con questa lettera e che nessuno ci aveva pensato prima, nemmeno”.

Giuseppe Ritucci

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