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Inchiesta turismo/4. Pesca: cucina vastese, a rischio antipasti e fritture

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VASTO – Il brodetto si farà. Non è a rischio. Ma parte della cucina vastese potrebbe correre il pericolo estinzione, visto il nuovo regolamento con cui l’Unione europea impone di pescare più lontano dalla riva e con reti a maglie più larghe per salvaguardare alcune specie ittiche ed evitare che venga catturato pesce di piccole dimensioni.

Le regole. “Il regolamento dell’Unione europea – spiega il tenente di vascello Fabio Occhinegro, comandante del porto di Vasto – prevedeva una serie di proroghe, che sono scadute il 31 maggio. Di conseguenza, da oggi l’utilizzo delle reti da traino per la pesca a strascico è consentito solo con reti a maglie più larghe: 40 millimetri per quelle a maglia quadrata e 50 per le reti a maglia romboidale. Fino a un miglio e mezzo dalla costa non si potrà pescare nulla, a prescindere dalla profondità dei fondali. Tra un miglio e mezzo e le tre miglia si potrà pescare solo se la profondità è di almeno 50 metri”. Per le vongolare è prevista un’eccezione: “Possono farlo a 500 metri dalla costa. Per loro non cambia nulla – sottolinea Occhinegro – vista l’ordinanza che abbiamo già emanato” riguardo alla distanza dal litorale vastese.

I pescatori. Prevale lo scetticismo tra i pescatori sulla reale efficacia delle nuove regole. “Utilizzeremo – spiega Franco Trisciuoglio, di Vasto Marina – reti a maglie più larghe, che però essendo utilizzate nella pesca da traino, si restringono inevitabilmente quando la rete viene trascinata dal peschereccio in movimento. Secondo me, per noi non cambierà quasi niente. Invece, per le vongolare i 500 metri sono l’ultima fascia di fondale in cui trovare le vongole: già a 700 non ce ne sono più. E addio cannolicchi, che si trovano sotto costa. Stesso discorso per le telline”.

I piatti. Sacrifici anche a tavola, per garantire il ripopolamento del mare. Alcune pietanze della tradizione marinara potrebbero essere a rischio.

Antipasti e primi piatti. I cannolicchi (cannille, in dialetto) rischiano di sparire da pescherie e ristoranti. E con essi, anche gli antipasti di cannolicchi gratinati o marinati nel limone, oppure gli spaghetti.

Fritture. Caratteristica principale della tradizionale frittura alla vastese è, insieme alla freschezza che riguarda tutti i piatti di mare, la taglia ridotta del pesce: le reti a maglie larghe, se la direttiva europea coglierà nel segno, non consentiranno la pesca di calamaretti e seppioline, particolarmente gradite al palato. E, più in generale, friggere varietà più grandi potrebbe produrre un risultato inferiore in termini di gusto.

Bianchetti. Sono piccolissimi. Novellame, cioè pesce azzurro appena nato. A Vasto si chiamano pesciolini di maggio (piscitill’ di magge, in dialetto). La preparazione più semplice è con la frittata, ma vengono cucinati anche al forno gratinati con pane grattato, olio d’oliva e prezzemolo e serviti in antipasto o come secondo.

Solo le prossime settimane diranno se l’imbandita tavola sarà meno ricca. Proprio dopo che i tour operator norvegesi in visita a Vasto hanno detto: “Posti splendidi e cibo fantastico: la vostra forza è il mangiare”. Appunto.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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