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Bucciarelli (Vastoviva): "Punta Aderci, riserva per pochi?"

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VASTO – La riserva naturale di Punta Aderci rischia di diventare un “giardino privato a uso di pochi”. Lo afferma Angelo Bucciarelli, dell’associazione politica Vastoviva, in una lettera aperta al sindaco di Vasto, Luciano Lapenna. Ecco ampi stralci della missiva:

“Camminando nella riserva di punta Aderci mi sono trovato di fronte, sul mare, in località Mottagrossa, una recinzione pesante e in stile alpino,che poco armonizza col paesaggio e che impedisce il parcheggio con il solo prevedibile risultato che le auto saranno parcheggiate sul terreno che limita l’altro lato della strada, tra l’altro proprietà  privata.
Se anche il proprietario del terreno decidesse, come del resto è suo diritto, di recintare la sua proprietà, l’accesso al mare sarebbe limitato a chi fa trekking a piedi, a cavallo o in bicicletta, secondo lo schema frequente di riserva per  élite piuttosto che volano per lo sviluppo di una cultura che sappia coniugare ambiente, economia agricola e turismo.
La strada bianca e sconnessa per accedere al mare è già di per sé un deterrente per il turismo di massa, questa recinzione e la conseguente limitazione di accesso rappresenta una ulteriore inutile barriera, che impedisce a chiunque  non sia uno sportivo di arrivare al mare.
E’ tempo di studiare soluzioni che consentano una migliore fruibilità dell’area, nel rispetto del principio di equità, coinvolgendo le persone nello sforzo della conservazione della bellezza che, tuttavia, in una più ampia ottica di sviluppo non può essere solo contemplativa.
Non è con l’integralismo culturale e con le recinzioni che si fa crescere il rispetto dell’ambiente. Desideriamo una natura protetta, ma nell’equilibrio di una società viva. Invece, pian pianino, ci viene imposto un modello ideale di ambiente precluso all’uomo.
Forse si vuole che emigriamo all’estero, dove diversamente hanno saputo coniugare la difesa della natura con la possibilità per la gente di goderne e capirne la bellezza in santa pace?
Ma quello che più indigna, signor sindaco, è che una sproporzionata compressione dei diritti dei cittadini non raggiunge neanche i nobili fini della tutela del mare e della costa. Infatti, barche, motoscafi, pescherecci, imbarcazioni di varie dimensioni e potenze, moto d’acqua, scorazzano indisturbati a distanza vietata, portando con essi  inquinamento e, soprattutto, pericolo.
Termino, signor sindaco, con delle domande, non retoriche:  si vuole forse fare della riserva di punta Aderci un giardino privato ad uso di pochi? Non ritiene che pur riaffermando la priorità del bene natura, l’amministrazione comunale debba rappresentare un luogo di composizione della pluralità di esigenze, compresa quella al godimento da parte dei cittadini, nessuno escluso, compresi  anziani e disabili? Non ritiene che non sia opportuno appiattirsi sulle posizioni dell’ambientalismo più integralista: divieti, divieti e solo divieti?”.

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