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Idv: zone franose trasformate in edificabili, andava cambiato il Prg

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VASTO – Per evitare che venisse autorizzata la costruzione di edifici sulle zone franose bisognava fare la variante al Piano regolatore di Vasto. Le nuove Norme tecniche di attuazione non bastano ad arginare le colate di cemento se, com’è successo nelle aree di via Santa Lucia e di località San Nicola, le zone rosse vengono trasformate in verdi per decisione della Regione. L’Italia dei valori dice: “L’avevamo detto”. Lo fa tramite l’assessore ai Lavori pubblici, Corrado Sabatini. Continua a far discutere la vicenda sollevata da un dossier dell’associazione civica Porta Nuova, che ha denunciato pubblicamente la modifica del Pai, piano di assetto idrogeologico: in alcune aree che erano considerate ad alto rischio (zone rosse) è stata consentita dall’autorità di bacino della Regione Abruzzo la costruzione di edifici. La procedura è stata, però, avviata dal Comune di Vasto, con un atto che la stessa maggioranza di centrosinistra ha tacciato di “leggerezza”. Le polemiche non sono finite. “Il Pai – afferma Sabatini – costituisce lo strumento fondamentale per la difesa del suolo, attraverso la perimetrazione del territorio  in aree di pericolosità”, ma “poiché la carta della pericolosità non sostituisce il Prg (Piano regolatore comunale), la capacità edificatoria del suolo dipende esclusivamente dalla norma di Piano regolatore. La competenza di queste aree spetta esclusivamente all’Autorità di bacino (organi regionale). Risulta evidente – sottolinea l’assessore ai Lavori pubblici – che se una zona di elevata pericolosità, nel tempo si trasforma in zona di moderata pericolosità la possibilità di costruzione è determinata esclusivamente dall’indicazione del Prg. Poiché all’Autorità di bacino il singolo cittadino può fare istanza di revisioni di pericolosità, attraverso uno studio geologico approfondito del sito, quello che oggi è successo nella zona di San Nicola domani può succedere tranquillamente in un’altra zona di Vasto”. Quindi la questione, secondo i dipietristi, andava affrontata a monte: “Sostenevamo già dall’inizio di questa legislatura di redigere la variante del Prg, (coscienti che le Norme tecniche di attuazione non avrebbero ruisolto il problema strutturale del Piano, meglio era rifare il regolamento urbanistico) e di adeguarlo all’evolversi dei tempi, perché tutti gli strumenti urbanistici devono poter essere flessibili e rispondere, prontamente, alle esigenze che possono sorgere con lo scorrere del tempo. Adeguare il Prg – sostiene Sabatini – doveva essere l’occasione per la redazione di un Piano Unico Comunale dato dalla sovrapposizione di tutti i piani,  e fornire al Comune di Vasto un nuovo strumento Urbanistico, adeguato ai due maggiori strumenti pianificatori a scala regionale, il Piano di assetto idrogeologico (PAI) e il Piano paesaggistico regionale (PPR)”.

micheledannunzio@vastoweb.com

 

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