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Rifondazione comunista: "Cittadinanza a Gaspari, ci dissociamo"

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VASTO – Rifondazione comunista si dissocia. L’attribuzione della cittadinanza onoraria di Vasto all’ex ministro Remo Gaspari è un boccone che Falce e Martello non ha voluto ingoiare. Infatti, al Consiglio comunale straordinario di sabato scorso non c’era nemmeno un rappresentante del Prc: mancavano l’assessore Marco Marra e i consiglieri Fabio Smargiassi e Giuseppe Madonna. Per quest’ultimo una breve apparizione in aula per salutare i colleghi per poi dileguarsi quando è iniziata la cerimonia. Rifondazione ha scelto l’Aventino “non per negare – si legge in una nota unitaria di tutto il circolo di Vasto – le migliaia di posti di lavoro che hanno dato modo a molti abruzzesi di trovare quella serenità economica che era, oggi un po’ meno, un diritto fondamentale sancito dalla nostra Costituzione. Noi critichiamo fortemente il metodo. Come lo stesso Gaspari ha dichiarato sulle pagine dei maggiori quotidiani nazionali, era uno dei re delle raccomandazioni. Riteniamo fortemente che il ruolo dello Stato, o meglio degli uomini chiamati ad amministrarlo, sia quello di creare i presupposti affinché ci sia una naturale disponibilità di posti di lavoro”.

“Per ogni abruzzese che ha ottenuto un lavoro dietro raccomandazione, – afferma il circolo Sante Petrocelli – ve ne è sicuramente un’ altro che, magari potendo vantare più preparazione o più diritti, è rimasto in condizioni di precarietà, disoccupazione, inoccupazione. Il rendere merito a chi di è autodefinito re delle raccomandazioni, stride fortemente con i proclami di “avanti la meritocrazia”.
Oggi scontiamo questa malsana forma di generosità, con un altissimo debito pubblico, un tasso di disoccupazione giovanile vicinissimo al 30%, e un’incomparabile caduta morale sia politica che sociale”.

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