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Sanità vastese tra tagli e promesse vane

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VASTO – Da un lato la promessa del nuovo ospedale di Vasto, dall’altra il taglio (reale) di 70 posti letto. Regione a due velocità in fatto di sanità: rapida nel rimpicciolire, e non di poco l’ospedale San Pio da Pietrelcina di Vasto, molto meno veloce nel costruire la struttura sanitaria di cui si parla da anni e che nell’ottobre del 2009 l’assessore regionale Lanfranco Venturoni aveva promesso di aprire nel giro di 3 o 4 anni.

Tagli. Il piano sanitario regionale è tutto lacrime e sangue. Del debito accumulato negli anni si sapeva. E anche della conseguente necessità di comprimere i costi. Ma come al solito la scure si abbatte pesantemente su Vasto. Più pesantemente che in altre zone d’Abruzzo. Sarà un caso, ma è sempre così. L’ospedale San Pio da Pietrelcina aveva 240 posti letto. Ora scende a 170. E la sala emodinamica resta una promessa. Tutto è fermo alle parole pronunciate qualche settimana fa dal manager della Asl provinciale, Nicola Zavattaro: “La sala emodinamica non si potrà fare, se non a Vasto”. Ma nessuno fa capire se si farà realmente la struttura in grado di salvare la vita alle persone colpite da infarto.

Nuovo ospedale. Ormai è una telenovela. Il nuovo ospedale di contrada Pozzitello, al confine con San Salvo, è rimasto una promessa elettorale e post-elettorale. A ottobre dello scorso anno, Venturoni prometteva l’ospedale nel giro di 3-4 anni, visto che la corsia preferenziale accordata dal governo all’Abruzzo dopo il terremoto dell’Aquila avrebbe dovuto sbloccare in breve tempo fondi ingenti. E’ trascorso quasi un anno, ma di passi in avanti nemmeno l’ombra. Anzi, in tema di finanziamenti post-sisma, si scopre che non ci sono nemmeno i soldi per pagare gli alberghi che hanno ospitato (e alcuni ospitano ancora) gli sfollati. E Vasto finisce di nuovo sugli organi di informazione nazionali: se venerdì scorso era nell’inchiesta de L’Espresso sulle recinzioni in spiaggia, ieri la foto della città era sul sito internet de la Repubblica per la vicenda degli alberghi non pagati. Ma, in questo caso, le colpe sono di certo da ricercare fuori Vasto.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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