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I soldi non bastano: solo 120mila euro. Pro Vasto in bilico

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VASTO – La notte più lunga si conclude senza certezze: dei 250mila euro che servono per salvare la Pro Vasto ne sono stati raccolti meno della metà: 120mila. La fumata bianca è rimasta nei sogni, anche se il presidente Crisci tiene accesa la fiammella della speranza e annuncia che andrà avanti, sperando di raggranellare nei prossimi giorni i soldi necessari a presentare ricorso direttamente al Consiglio federale, visto che ora sfuma l’istanza all’Alta corte del Coni. “Ho fatto la stessa cosa 5 anni fa e la squadra fu riammessa alla C2”, racconta Crisci al termine di una serata in cui le cose non sono andate come avrebbero voluto quei tifosi che hanno aspettato 4 ore fuori dal Vinerèe di piazza Barbacani. La loro speranza è che succeda qualcosa di simile a quanto accaduto non appena Crisci era diventato presidente, nel 2005. Ma per “riprendere per i capelli” una Pro Vasto che sta scivolando nel baratro bisogna saldare tutti i debiti. I tempi sono incerti: “Di sicuro – prevede il presidente – ci sarà la possibilità di fare ricorso fino a quando non verranno formati i gironi”. Cosa al momento difficile, viso che “le squadre escluse sono 21 e per le possibili ripescate ci sono molte difficoltà e regole ancora più rigide”. E’ stata una notte dura. Un’ennesima delusione per i tifosi. Un gruppo di loro ha raccolto 3mila 300 euro per l’operazione-salvataggio.

Ore 22. Da due ore è iniziata la lunga notte della Pro Vasto. Dentro il locale c’è Paolo D’Amico, presidente del comitato Insieme si può, insieme al contabile della società biancorossa. Col blocchetto delle ricevute sul tavolo aspettano buone nuove. Di persone con l’assegno in tasca non ne arrivano molte. All’esterno, attorno a un tavolo davanti al Castello Caldoresco, sono seduti il presidente, Mimmo Crisci, il dirigente Luigi Salvatorelli e l’addetto stampa della società, Gabriele Cerulli, che si alza e raggiunge i tifosi, in attesa in piedi davanti all’ingresso del locale. Intorno alle 22.30 arriva il consigliere regionale Antonio Prospero. Prima saluta Crisci, poi entra. All’uscita, dice che “stasera la situazione è quella che è. Domani potrebbero esserci delle novità”. Qualche tifoso lascia piccole somme. Che valgono tanto: la passione per una squadra.

Ore 23,30. Arriva una sola persona, che lascia il proprio contributo. Poi nulla. E’ chiaro che la raccolta non è sufficiente. I minuti passano. Crescono impazienza e amarezza. A mezzanotte meno 5 arriva il consigliere regionale Giuseppe Tagliente, che chiede informazioni a D’Amico.

Mezzanotte e 5. I tifosi presenti, ormai, sono tutti dentro il locale. D’Amico annuncia che “la somma raccolta è di 60mila euro. Altri 60mila ci sono stati promessi”. Poi va da Crisci per metterlo al corrente della situazione. Una decina di minuti di conciliabolo alla presenza di Salvatorelli, Cerulli e del consigliere comunale Manuele Marcovecchio. Poi spiega: “Prendiamo atto – dice il presidente della Pro Vasto – che la città ha risposto in un periodo di crisi, ma questa risposta non è sufficiente. Le vie sono due: abbandonare, oppure dedicare altro tempo a questa operazione. Io dico che la speranza è l’ultima a morire. Ufficialmente non c’è margine, ma le squadre escluse sono 21 e per le potenziali ripescate ci sono molte difficoltà e regole ancora più rigide. Credo ci sia spazio per un’ulteriore dilazione delle scadenze. Il termine ultimo dovrebbe essere quello della formazione dei gironi. Dobbiamo puntare a presentare un’istanza al Consiglio federale, come ho già fatto con successo 5 anni fa, ma non si può non rispettare le regole”, cioè i 250mila euro devono esserci tutti. “Sui 60mila promessi faccio affidamento – dice Crisci – perché mi fido delle persone che li hanno promessi. Ne abbiamo 120mila. Ne servono altri 130mila. Ringrazio chi ha avuto la sensibilità di partecipare. L’auspicio è che ora scatti un ulteriore sussulto d’orgoglio, anche dalla politica, da cui in 5 anni non ho avuto niente. E non faccio distinzioni tra gli schieramenti, destra o sinistra”.

Michele D’Annunzio

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