vastoweb.com - Portale di informazione su Vasto e Abruzzo. Commercio, Servizi, Turismo.

Festa Idv, Di Pietro: "Fini, vieni a Vasto. Sfiducia a Berlusconi"

Più informazioni su

VASTO – Due mozioni di sfiducia a Berlusconi, annuncia Antonio Di Pietro nella relazione d’apertura. Inizia col botto la festa nazionale dell’Italia dei valori. Nel mirino Berlusconi, ma anche Fini: “Pensavo – dice il leader dell’Idv – di essere io a parlare a Mirabello. Invece non ero io. Scriverò a Fini: La prossima volta il discorso fallo a Vasto”. C’è subito una sorpresa. Al 5° Incontro nazionale dei valori si nota don Mazzi, che partecipa al primo dibattito, quello sui giovani.

Di Pietro polemizza con Berlusconi: “Bisogna sfiduciarlo al più presto”, perché “Wanna Marchi ormai l’hanno scoperta”, ironizza riprendendo una battuta che Nichi Vendola, il presidente della Regione Puglia, aveva fatto a Palazzo D’Avalos in occasione della festa regionale di Sinistra ecologia e libertà. E proprio Sel, insieme al Pd “e a quest’area” sono il punto di partenza della nuova coalizione, perché bisogna “assumersi la responsabilità di costruire l’alleanza” e “parlare agli elettori dell’altra parte che sono rimasti delusi e dire: Aiutateci a mettere fine al berlusconismo e a ricostruire il Paese”. E’ così che intorno all’una e un quarto, chiude il discorso iniziato a mezzogiorno. All’inizio aveva detto che “crediamo che il berlusconismo sia alla base dell’erosione delle coscienze. Dobbiamo combattere il berlusconismo che è in noi”.

Relazione caratterizzata dalle consuete espressioni in dipietrese, come l’ormai celebre “spintaneamente”, fusione tra spingere e spontaneamente che usa spesso quando parla del centrosinistra e dell’opposizione in genere.

La giornata. Si comincia con i brevi interventi di Alfonso Mascitelli, coordinatore regionale dell’Idv, Carlo Costantini, capogruppo in Consiglio regionale, e Luciano Lapenna, sindaco di Vasto. Mascitelli attacca sul post-terremoto e le relative inchieste: “Di tutto avevamo bisogno, tranne che del terzo commissario per la ricostruzione inviato da Roma”. Lapenna dice: “Ci aspettiamo da questa assemblea decisioni importanti per l’Italia”. E’ il quinto anno a Vasto della festa Idv: “Mi auguro vi siate trovati bene”. “A Vasto ci troviamo bene”, gli risponderà Di Pietro all’inizio del suo intervento.

La relazione del leader è attesa per le 11, ma inizia a mezzogiorno, perché prima c’è il dibattito sui giovani, cui partecipa don Mazzi, ospite non annunciato nel programma ufficiale. Nel finale, per un lapsus durante alcune affermazioni sui tagli alla scuola, Di Pietro lo chiamerà “don Gelmini”.

Quindi l’intervento-fiume dell’ex Pm di Mani pulite. Inizia lanciando un messaggio all’opposizione, alla “sinistra che non ha voluto capire che il mondo è cambiato”. “I nostri giovani stanno peggio di noi. Noi abbiamo avuto la fortuna di poter competere. I giovani no” a causa della globalizzazione che ha trovato “la classe politica impreparata” e del “berlusconismo, che toglie ai poveri per dare ai ricchi”.

Di Pietro chiude al dialogo con Fini, perché su Berlusconi, quando si parla di “sfiduciarlo, nel mese di agosto è sì, a settembre forse, a ottobre finisce tutto a tarallucci e vino”, riferendosi a un possibile accordo sul lodo Alfano, la legge che consegnerebbe l’immunità al premier e alle più alte cariche dello Stato: “Vuol dire che non ti andava bene quel lodo, ma te ne va bene un altro, se ottieni qualche altra cosa”, attacca tra gli applausi della folta platea. Per questo “il Pd commette un grosso errore rincorrendo l’Udc e Fini. Per definizione, Fini può al massimo costruire un’altra destra. Casini, per definizione, lavora per un posto al sole nei consigli d’amministrazione” e ai cattolici bisogna dire che “quelli che votano Cuffaro in nome del cattolicesimo fanno peccato”. Guai a ingabbiare la religione in un partito. “Sono stato seminarista a Termoli”, racconta il leader dell’Idv per dire che a quei valori si ispira anche il suo partito. “Berlusconi dice: Siamo liberali. Ma dove? Sei libero di fare quello che vuoi…”.

La sfiducia. Due le mozioni di sfiducia presentate dell’Idv per far cadere il governo. La prima “attende la firma di 63 parlamentari. Noi non li abbiamo. Vogliamo vedere se le altre forze politiche sono di opposizione o di posizione”. L’altra è una “mozione di sfiducia individuale al ministro Berlusconi” che, oltre ad essere presidente del Consiglio, è anche ministro dello Sviluppo economico dopo le dimissioni di Claudio Scaiola a seguito dell’apertura dell’inchiesta giudiziaria che lo riguarda.

Ma l’offensiva d’autunno dell’Idv scatta anche su altri due fronti. Uno è il disegno di legge anticorruzione su cui ha avviato una campagna di stampa il Fatto Quotidiano, il giornale su cui scrive Marco Travaglio, “che ha rilanciato la proposta che avanzai all’epoca di Mani pulite insieme ad alcuni professori universitari”. E’ su questo che vuole “stanare Mirabello”, riferendosi al paese del Ferrarese in cui Fini ha annunciato il suo strappo da Berlusconi. “Lo votate o non lo votate? Se lo votate, mandate a casa Berlusconi e la sua finta maggioranza. Il disegno di legge lo abbiamo mandato ai segretari di Pd, Fli”, che è il movimento politico dei finiani, “all’Udc e ai gruppi misti per vedere se lo firmano. La mia firma la metto per ultimo. E se non la volete, non ce la metto”.

L’ex ministro dei Lavori pubblici dal palco di Palazzo D’Avalos lancia “la strategia degli Orazi e dei Curiazi”, i fratelli che posero fine alla lunghissima guerra tra Roma e Albalonga con un duello alla spada tre contro tre. “Non si sono affrontati tutti insieme – sottolinea Di Pietro – ma uno alla volta”, ragion per cui in Italia bisogna eliminare prima “il macigno piduista” e “la testa di piovra della P3, che è Berlusconi”. Al segretario del Pd Bersani e al centrosinistra manda a dire: “Bisogna vedere cosa ci metti dentro l’alleanza. La corsa a cercare il leader senza sapere cosa deve fare è come cercare Ilona Staller”.

Agli altri partiti dell’opposizione chiede sostegno ai referendum sul no all’energia nucleare, alla privatizzazione dell’acqua e al lodo Alfano: “Di quei 2 milioni di firme che ne facciamo? Parlo al prete per far capire al sacrestano, per rispondere a chi dice: Ci mettiamo o no con l’Italia dei valori? E noi rispondiamo: Ci state o no a fare queste battaglie?”.

Lavoro. Tre le proposte sul lavoro: ammortizzatori sociali anche per i precari, non più assegni di disoccupazione di 52 settimane “per allungare la morte”, ma “contratti di solidarietà per tutti”. E sugli accordi nazionali di lavoro servono “non più di 4 contratti-schema” su cui innestare “la contrattazione aziendale. Il presidente di Confindustria dice che i problemi sono il sommerso e l’evasione fiscale. Allora perché ve la prendete con noi che vogliamo combattere il sommerso e l’evasione fiscale?”. Alla Marcegaglia indirizza un avviso: “Con noi pagate le tasse, ma non perché noi siamo giustizialisti. Pagate le tasse perché così posso ridurle ai poveri cristi. Al primo posto mettiamo la riduzione delle imposte. Ma non come Berlusconi” che “toglie ai poveri per dare ai ricchi”. “Vogliamo le percentuali di tasse del 20-20-20. La differenza tra un operaio Fiat e Marchionne è che Marchionne prende 412 volte lo stipendio di un operaio, ma la maggior parte del suo stipendio è costituito dalle stock options, che sono tassate al 12%. Noi proponiamo di alzare al 20%”. E “noi stiamo con gli operai di Pomigliano e non con la Fiat di Pomigliano. Stiamo con gli operai di Melfi e non con la Fiat di Melfi”.

Scuola. “L’unica cosa fatta per la scuola – afferma Di Pietro – è togliere 8 miliardi di euro. Mancano i supplenti e gli insegnanti di sostegno, mancano i soldi per comprare i banchi”. Al ministro Gelmini rimpovera: “Togli ai più deboli, agli indifesi, perché i ricchi vanno nelle scuole private”. Invece, “se ci sono 100 euro, le prime 100 euro devono servire a mettere tutti sullo stesso piano. Ci sono precari di 40 anni. Serve una dotazione organica aggiuntiva per le supplenze. E rimettere quegli 8 miliardi tagliati. Si fa subito: basta togliere 3-4 caccia bombardieri che hanno ordinato”.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

Più informazioni su