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Casa Pound: no parcheggi a pagamento. Nel volantino una "i" di troppo

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VASTO – “Chiediamo una risposta da parte del Comune affinché vengano ridimensionate le zone di sosta a pagamento, in base ai criteri dettati dal codice della strada e venga sospeso l’obbligo di pagamento dei ticket nelle zone non in regola. E’ inammissibile che vengano usati metodi illegittimi per far cassa a spese dei cittadini, ormai costretti a pagare un vero e proprio pizzo per accedere al nostro centro storico”. E’ con un comunicato polemico che il movimento di destra Casa Pound annuncia a Vasto un volantinaggio per dire no alle “strisce blu ormai situate ovunque nel centro della città”.

Secondo CasaPound “non sono state rispettate le proporzioni previste dalla legge tra parcheggi liberi e parcheggi a pagamento, proporzioni regolamentate dall’art 7 comma 8 del codice della strada. Inoltre quasi tutte le aree di parcheggio a pagamento presenti a Vasto non sono in conformità con le leggi in vigore, in quanto sono situate all’interno della carreggiata. Al contrario di quanto afferma l’art.7 comma 6 del C.d.S. Ossia: ‘Le aree destinate al parcheggio devono essere ubicate fuori della carreggiata e comunque in modo che i veicoli parcheggiati non ostacolino lo scorrimento del traffico’.
Basta osservare tali zone di parcheggio per capire che la quasi totalità di esse sono irregolari in quanto di fatto all’interno della careggiata”. Quindi la richiesta di restringere le zone a strisce blu. Nel volantino inviato alle redazioni, però, c’è una “i” di troppo. Poi, in un secondo comunicato, Casa Pound sostiene che si tratta di un gioco di parole: “Striscie = strisciare: qualcosa di squallido per spillare soldi”.

Giuseppe Ritucci

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