vastoweb.com - Portale di informazione su Vasto e Abruzzo. Commercio, Servizi, Turismo.

Centrale termoelettrica, Silvana Iacobucci: "Ho il 15%. Energia pulita"

Più informazioni su

VASTO – “Ho il 15% delle quote, il restante 85 l’ho ceduto a una grande multinazionale specializzata” che con la centrale termoelettrica di Vasto “produrrà energia pulita”. Lo afferma Silvana Iacobucci, 55 anni, imprenditrice vastese che sabato ha annunciato il suo ingresso in politica con Alleanza per Vasto, il movimento fondato da Nicola Del Prete e Davide D’Alessandro.

Il 30 settembre a Pescara la conferenza di servizi che deciderà se dare il via libera al progetto presentato dalla Istonia energy srl (la cui maggioranza è di una società svizzera), che vuole costruire a Punta Penna di una centrale termoelettrica che bruci oli vegetali per produrre energia elettrica. La Iacobucci respinge le polemiche sul pericolo ambientale, legato all’emissione di fumi (filtrati per trattenere il particolato) a 170 gradi tramite un camino alto 10 metri e mezzo: “E’ energia pulita, come hanno certificato l’Arta”, agenzia regionale per la tutela dell’ambiente, “e l’autorizzazione integrata ambientale rilasciata dalla Regione Abruzzo. “La centrale brucerà oli di colza, mais, girasole e sono allo studio anche coltivazioni ad hoc. Il Comune – sostiene – ha dato parere positivo già nel 2006”. Ma l’amministrazione comunale afferma di essersi opposta nella prima conferenza di servizi. “Le polemiche – sostiene Silvana Iacobucci – sono pretestuose. Sono stata io la prima a dare questa notizia durante la conferenza stampa di sabato. In Puglia Vendola ha puntato su fonti di energia come questa, rendendo la sua regione autonoma dal punto di vista della produzione di elettricità”.

La società. “Non sono – afferma l’imprenditrice vastese – l’amministratrice della società. Detengo una quota del 15%. Il restante 85 l’ho ceduto” alla Renec Holding di Lyss, nel cantone di Berna, “perché nel mio gruppo non avevo le professionalità necessarie a portare avanti autonomamente un progetto del genere. E’ una grande multinazionale. L’impianto da realizzare – sostiene la Iacobucci – era stato già autorizzato nel 2007. Poi la società svizzera ha chiesto delle modifiche per poter installare macchinari più moderni e ottimizzare così il processo produttivo”. Di qui la necessità di una nuova conferenza di servizi che decida se dare o no il via libera.

Gli obiettivi. La centrale termoelettrica, se verrà autorizzata, venderà energia “a condizioni vantaggiose per le aziende del territorio e le imprese agricole, ad esempio quelle che producono attraverso le serre”, conclude la Iacobucci.

Il Comune. Bocche cucite in municipio. L’impatto ambientale della nuova richiesta è al vaglio dell’amministrazione comunale, che lascia filtrare una sola parola: “Preoccupazione”.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

Più informazioni su