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In Parlamento la morte del piccolo Paolo: commissione d'inchiesta

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VASTO – Arriva in Parlamento la vicenda del piccolo Paolo Alinovi, il bimbo di Vasto morto il 28 luglio 2009 a seguito di un’operazione all’ospedale Santo Spirito di Pescara. I genitori, Mario Alinovi e Barbara Maragna, chiedono giustizia da tempo. Si sono rivolti a Canale 5 e hanno anche organizzato nei mesi scorsi un sit-in di protesta davanti alla struttura sanitaria pescarese. Ora l’onorevole Leoluca Orlando (Idv), presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori in campo sanitario e i disavanzi sanitari regionali, ha scritto al presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, per chiedere una dettagliata relazione sulla vicenda. 

La vicenda. Il 20 aprile, alla trasmissione di Barbara D’Urso Pomeriggio Cinque, mamma Barbara ha raccontato la tragica vicenda vissuta: “Il 6 maggio 2009 – ha detto – il bimbo è nato a Vasto. Aveva dei piccoli problemi respiratori. All’ospedale di Pescara”, a seguito di alcuni accertamenti, “gli è stato riscontrato un megacolon, una occlusione intestinale, che i medici hanno definito meno di un’appendicite”. In estate un nuovo controllo. “Torniamo a Pescara e il medico mi dice che il bimbo è cresciuto e si può operare. Rimango perplessa perché l’intervento era previsto a fine anno. Il ricovero avviene il 26 luglio, il 28 l’operazione. Mi dicono che durerà due ore e mezza. Ma il bimbo entra in sala operatoria alle 8.30 ed esce alle 17.45, dopo 9 ore e un quarto”. Ma prima era accaduto altro: “Alle 15 – ha raccontato Barbara – esce il medico dicendo che il bambino sta bene. Subito dopo, però, tre infermieri lo invitano a rientrare. Poi un altro dottore dice che al bimbo è stato applicato un catetere per alimentarlo. Quando Paolo esce dalla sala operatoria, non lo portano in rianimazione, ma in reparto, sostenendo che sta bene e non ce n’è bisogno”. Ma le condizioni, col trascorrere delle ore, peggiorano, “smette di urinare” e, a un certo punto, “esce il sangue”. La donna chiede più volte l’intervento dei sanitari e racconta di essere stata sempre rassicurata. Fino a quando, “dopo tre arresti cardiaci, il bambino muore”.

“Ci uniamo al dolore della famiglia Alinovi – ha commentato Orlando – che si è vista morire un bimbo di pochi mesi senza riuscire ad avere, stando al racconto fornito, precise informazioni su quanto stava accadendo e senza che i ripetuti allarmi lanciati sulle condizioni progressivamente sempre più gravi del piccolo, venissero ascoltati. La magistratura farà il suo dovere, individuando e punendo, se ci sono, i colpevoli. Ma considerando i lunghi tempi della giustizia e considerando il ruolo delicatissimo delle persone chiamate in causa – ha concluso il Presidente – sarebbe opportuno e auspicabile che vengano adottati, nel frattempo, provvedimenti sanzionatori o cautelari nei confronti delle persone rinviate a giudizio”.

Emanuele La Verghetta 

 

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