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Pd: rebus primarie verrà sciolto in 15 giorni. Ultima parola a Lapenna

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VASTO – Entro due settimane il Partito democratico scioglierà il rebus primarie. Il Pd è a un bivio: dare o no la parola ai cittadini per scegliere il candidato sindaco alle elezioni 2011? Ora la palla passa al primo cittadino in carica, Luciano Lapenna. A lui si rivolgerà il suo partito prima di prendere una decisione. Intanto, il fronte del sì alle primarie si è ampliato. E’ quanto emerso dalla riunione del direttivo cittadino nella sede di piazza del Popolo, “mai così gremita”, sottolinea il segretario, Peppino Forte.

Rebus primarie. Il dibattito sulla consultazione popolare era già cominciato nei giorni scorsi. La proposta era stata ufficialmente lanciata da Vastoviva, l’associazione fondata nei mesi scorsi da alcuni attivisti del Pd: Maria Amato, Angelo Bucciarelli, Raimondo Pascale, Paolo Marino e Nino Fuiano. Al vertice di ieri Vastoviva c’era. La seduta è stata aperta dalla relazione di Forte, che si è soffermato sulla situazione politica nazionale e locale, sottolineando il ruolo guida della coalizione che compete al partito di maggioranza relativa. Era presente anche il segretario provinciale, Camillo Di Giuseppe, che ha commentato positivamente il lavoro svolto dall’amministrazione Lapenna nei quattro anni e passa di mandato. “La discussione – afferma Forte – è stata aperta. C’era la volontà di confrontarsi e lo abbiamo fatto per tre ore e tre quarti. Ho detto che è necessario stilare un programma condiviso e cercare di capire quale sia il percorso migliore per arrivare alla prossima competizione elettorale, anche facendo eventualmente ricorso alle primarie. Sono aperto a questa soluzione”.

Nel direttivo sono emerse diverse posizioni. Si allarga il fronte di coloro che vogliono indire la consultazione popolare, ma “bisogna capire con quali regole affrontarle, nel caso in cui questa sia la soluzione. Sto già predisponendo uno schema di regolamento”. Durante il dibattito sono state prospettate due soluzioni. Quella delle consultazioni interne al partito per scegliere il nome da portare al tavolo del centrosinistra sembra la più debole. L’altra è rappresentata dalle primarie di coalizione: ogni partito indica un nome e lo sottopone al vaglio degli elettori. Il più votato diventa candidato sindaco. Ma all’interno dello stesso Pd non è esclusa più di una candidatura. Ad esempio quella di Domenico Molino, assessore alle Finanze. Oppure quella del vice sindaco, Vincenzo Sputore. A quel punto il rischio per i Democratici sarebbe di avvitarsi in una competizione interna che potrebbe provocare spaccature.

Fermo restando che prima di assumere qualsiasi decisione il partito si rivolgerà al sindaco, chiedendogli di sciogliere la riserva sulla sua ricandidatura. Quindici giorni di tempo. A metà ottobre si rimetterà in moto la macchina elettorale.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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