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Chiusa da 3 anni in una casa popolare perchè manca l'ascensore

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VASTO – Chiede da tre anni un ascensore per poter uscire di casa. Non l’ha ancora ottenuto. Nemmeno dopo le sollecitazioni che il suo avvocato, Massimiliano Baccalà, ha rivolto all’Ater e all’amministrazione condominiale. Perché possa recarsi alle visite mediche, devono prenderla di peso per farle scendere i tre piani del condominio in cui vive, in corso Europa, e portarla a destinazione in ambulanza, a pagamento.

Protagonista di una storia di insopportabili disagi cominciati nel 2007 è Enza, 44 anni, 17 dei quali alle prese con una malattia al sistema nervoso provocata da una puntura post parto cui si sono aggiunti nel 2007 due tumori benigni al cervelletto destro. E’ invalida al 100%.

L’appartamento in cui vive è una casa popolare che è riuscita a riscattare impiegando i suoi risparmi. Quasi tutti gli inquilini sono divenuti proprietari degli appartamenti in cui risiedono. Ma non si riesce ad installare l’ascensore di vitale importanza per Enza. Una parte minoritaria dello stabile è ancora di proprietà dell’Ater di Lanciano-Vasto, l’ente che gestisce l’edilizia popolare. Nelle assemblee condominiali non si riesce a mai a raggiungere la maggioranza necessaria per deliberare finalmente l’installazione dell’ascensore. Per questo, Enza ha scelto di raccontare pubblicamente la sua storia. I contatti con l’esterno sono rimessi nelle mani del marito e della figlia, oltre che del suo profilo Facebook. Ma rivendica il suo sacrosanto diritto a una vita più autonoma e dignitosa.

Giuseppe Ritucci

 

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