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Elezioni 2011, Lapenna vuole il "sì" di tutti i partiti o non si ricandiderà

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VASTO – Luciano Lapenna si prepara all’addio. Il sindaco di Vasto è pronto a rinunciare alla ricandidatura alle elezioni 2011. A 5-6 mesi dal ritorno alle urne, è il momento delle scelte nel centrosinistra che ha vinto nel 2006. Non sono solo battute, quelle che il primo cittadino dispensa sorridendo in questi giorni. Del tipo: “Quando non sarò più sindaco, mi rimpiangerete”. Invece, Lapenna fa sul serio. Medita di lasciare campo libero ai suoi avversari interni. Dentro e fuori dal Pd. Il concetto è più o meno questo: se sono io l’ostacolo alla riunificazione della coalizione, perché dentro i partiti prevalgono i risentimenti personali di chi era assessore e ha perso la poltrona per volontà dei partiti stessi, allora mi faccio da parte. Il messaggio sembra rivolto soprattutto all’Idv e ai socialisti, forze politiche in cui militano gli ex assessori Eliana Menna e Rocco Cerulli. E riguarda in parte Nicola Del Prete, che ha posto come condizione per tornare a dialogare col Partito democratico la rinuncia a ricandidare il sindaco in carica. Ma i problemi sono anche altri.

La coalizione. Per il centrosinistra è un passaggio cruciale. Un sentiero stretto. Il cancello che divide il presente dalle urne è piazzato alla metà del mese. Entro il 15 ottobre il Pd deve decidere se indire le elezioni primarie per scegliere il candidato sindaco. Lapenna non vuole nemmeno prendere in considerazione la prospettiva di mettersi in competizione con alcuni suoi compagni di partito, come Domenico Molino e Vincenzo Sputore, tanto per fare i nomi che circolano da mesi. Se il suo partito non lo appoggia con convinzione, si tira indietro. Ma tra i Democratici la questione è anche un’altra: se faremo le primarie, con quali regole? Qui le strade possibili sono tre. La prima è che siano aperte a tutti i cittadini. E chi le vince diventa il candidato sindaco di tutto il centrosinistra. Ma l’Italia dei valori storce il naso di fronte a questa eventualità. “Servono regole certe per fare le primarie. Altrimenti non ci stiamo”, ha detto di recente Alfredo Bontempo, segretario dei dipietristi. “Devono votare solo gli iscritti ai partiti”, e questa è già la seconda ipotesi, “oppure – chiede Bontempo – possono partecipare tutti? A quel punto – sostiene – il rischio è che ognuno incontri per strada qualcuno e gli chieda: mi faresti il piacere di votare per questo candidato?”.

La terza ipotesi è che le primarie servano solo a scegliere il candidato del Pd da sottoporre poi al vaglio delle altre forze politiche alleate. Eventualità che potrebbe, però, spingere più di qualche elettore a rimanere a casa, in considerazione del fatto che il suo voto non sarà decisivo. Paradossamente, infatti, il nome espresso dai simpatizzanti del Pd potrebbe non essere gradito al resto del centrosinistra. A quel punto, si ricomincerebbe daccapo, con ogni partito che indica un nome e si va alla ricerca di un accordo.

Al momento, Lapenna è sicuro solo dell’appoggio di Sinistra ecologia e libertà e Rifondazione comunista, che puntano senza mezzi termini sulla sua ricandidatura. Troppo poco.

L’amministrazione. Il sindaco dirà “no” a eventuali ultime chiamate. Un accordo raffazzonato per  rimettere in piedi l’alleanza e riverniciare i manifesti del 2006. Per ricandidarsi vorrebbe che i partiti che lo hanno sostenuto in questi 4 anni e passa di amministrazione rivendicassero con convinzione, da subito, il lavoro svolto dalla Giunta Lapenna e dal Consiglio comunale targato centrosinistra. A partire da quello che ritiene un percorso iniziato oggi e in grado di dare frutti nel futuro, cioè tentare di bloccare la cementificazione della città e dotare i quartieri nati dall’espansione edilizia, come via Alborato, di strade e servizi essenziali. Oltre all’ambiente, con le piste ciclabili e il futuro Parco della Costa teatina, per il quale si augura un voto unanime in Consiglio comunale. Su queste cose vorrebbe il consenso di chi lo ha appoggiato fino ad ora. Non è sicuro di ottenerlo. Per questo, a meno di clamorosi colpi di scena che in politica sono sempre possibili, è pronto a gettare la spugna.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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