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Città in lutto per la morte di D'Annunzio. "Una vita dedicata agli altri"

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VASTO – “Da questa morte ciascuno tragga spunto” per fare del bene gli altri, perché la vita di Antonio D’Annunzio è stata questo. L’applicazione del comandamento: “Amatevi, come io ho amato voi”. Don Andrea Sciascia, lo dice e lo ripete ai tanti che affollano la chiesa di Santa Maria Maggiore per salutare per l’ultima volta il medico di Sos Emergency morto in Azerbaijan per un attacco di cuore che lo ha strappato ai tanti che lo amavano. A Vasto e negli altri luoghi del mondo in cui il chirurgo dell’ospedale San Pio da Pietrelcina ha portato sollievo alle sofferenze di tanti malati.

Una folla composta, come composto è il dolore, immenso, della famiglia nel momento del difficile distacco: la moglie Maria, i figli Riccardo e Cris. Non lo rivedranno più nemmeno i colleghi dell’ospedale, commossi già prima dell’ingresso in chiesa. Tra loro c’è anche il direttore sanitario del San Pio, Giuseppe Mariotti. C’è il sindaco, Luciano Lapenna, in fascia tricolore per un lutto che colpisce tutta la città.

“Amatevi come io ho amato voi”, scandisce don Andrea. E “Antonio ha dato la vita per noi”. E’ stato l’esempio di come si può “donare la vita per i nostri amici”. Ricordarlo in questo modo consente di “squarciare le tenebre” in un momento di angoscia collettiva. “Guardando ad Antonio – ricorda il parroco di Santa Maria Maggiore – possiamo comprendere che l’amore è servizio nei confronti degli altri. L’amore rende più intensa e leggera la vita degli altri. Amatevi come io ho amato voi. Tutte le volte in cui questo diventa realtà, equivale al comandamento”. Vita e lavoro sono state per lui la medesima cosa. “Il prezioso servizio medico” è l’essenza della “stessa capacità d’amore”. La sua vita “è stata orientata al bene dell’altro. L’amore e l’amicizia che ci legano ad Antonio non devono smettere di accompagnarci”. Serve “una reazione giusta, bella, che ci renda capaci di una testimonianza verso gli altri, un aiuto per rendere meno problematica la loro esistenza. Da questa morte – è l’ammonimento finale di don Andrea – ciascuno tragga spunto” per aiutare il prossimo come può.

micheledannunzio@vastoweb.com

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