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Presidio della Cna sulla Statale 16: "Da 30 anni aspettiamo l'autoporto"

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VASTO – Aprire l’autoporto di San Salvo, atteso ormai da trent’anni. O meglio, aperto solo per le due inaugurazioni ufficiali e poi rimasto desolatamente vuoto. Lo chiede la Cna, confererazione nazionale artigiani, che stamani ha allestito un presidio lungo la Statale 16, nella zona industriale di Punta Penna. C’erano i vertici regionali dell’organizzazione delle imprese artigiane. Presente anche il consigliere regionale Nicola Argirò, in rappresentanza della Regione Abruzzo, uno degli enti che devono provvedere all’apertura del grande parcheggio per camion che dovrà essere dotato di punto ristoro, pompa di benzina e ostello. Il sindaco di Vasto, Luciano Lapenna, ha rappresentato la città durante la manifestazione, mentre per l’amministrazione comunale di San Salvo è intervenuto l’assessore Gabriele Di Lallo: “Bando o non bando, dobbiamo trovare una soluzione”.

Ma il problema per gli autotrasportatori è anche una Statale 16 in cui, nel tratto meridionale della regione, “ci sono tre interruzioni che creano forti disagi”, fa notare Letizia Scastiglia, direttore provinciale della Cna. “Questo presidio serve a sollecitare l’apertura dell’autoporto di San Salvo”, sottolinea Renato Giancaterino, responsabile regionale Fita-Cna, che in provincia di Chieti conta oltre 250 imprese iscritte. Ma in Abruzzo sono chiuse anche le altre strutture gemelle. Opere da decine di milioni di euro. “Organizzeremo iniziative analoghe anche nel Teramano e nella Marsica”, annuncia Graziano Di Costanzo, direttore regionale della Cna. “Abbiamo chiesto – afferma Scastiglia – un incontro anche all’assessore regionale ai Trasporti”, Giandonato Morra, “ma le nostre aspettative sono state disattese”.

L’associazione delle imprese artigiane cerca, in ogni caso, la strada del dialogo con le istituzioni. La gestione dell’autoporto, in base alla legge regionale del 2002, dovrà essere mista: 55% ai privati, 45% agli enti pubblici. Cioè Regione, Provincia, cui si potrà aggiungere la Camera di Commercio, perché in base alla normativa nazionale possono entrare in società solo i Comuni con almeno 30mila abitanti. San Salvo ne fa 20mila. “Il governo regionale ha fatto la sua parte, mettendo a disposizione il 15mila 500 euro, il 15% del capitale sociale”, dice Argirò, che però non nasconde le difficoltà nel reperire soci privati: “Alcune multinazionali ci hanno detto di no. Stessa cosa per altri privati. Il rischio è che si faccia un bando regionale e che questo vada deserto. A quel punto, la Regione potrebbe anche dire: con questa struttura facciamo altro. Ci serve, quindi, la collaborazione della Cna”.

“Noi – ammette la Scastiglia – non abbiamo le necessarie competenze per gestire l’autoporto, ma ci stiamo appoggiando alla Cna nazionale per uno studio di fattibilità. Ma sia chiaro che, se si mette la struttura di San Salvo solo in mano ai privati, non può funzionare”.

micheledannunzio@vastoweb.com

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