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L'avvocato di Litterio: "Era un fondo di garanzia per la sua famiglia"

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VASTO – “Il notaio Litterio non ha voluto sottrarre alcunché. Ha costituito un fondo di garanzia a beneficio della sua famiglia, visto che lui ha problemi di salute”. Lo ha dichiarato oggi pomeriggio Giovanni Cerella, avvocato di Camillo Litterio, dopo le operazioni di sequestro di 11 appartamenti di proprietà del professionista, finito ai domiciliari lo scorso 14 ottobre con l’accusa di peculato. 
Litterio attende nella sua abitazione il 18 novembre, giorno della decisione del Tribunale del riesame di Chieti sull’istanza di remissione in libertà presentata da Cerella insieme all’altro difensore, Giovanni Di Biase.
“Il mio assistito – afferma Cerella – è il notaio che in città ha lavorato di più: 3mila atti stipulati negli ultimi due anni. Lavoro dal quale ha ottenuto un giusto guadagno, utile a garantire un futuro al suo nucleo familiare, visto che il notaio ha problemi di salute. Per questo ha costituito, molto prima dei provvedimenti di sequestro, un fondo di garanzia con cui non ha voluto sottrarre alcunché. Se avesse voluto farlo – sostiene l’avvocato – avrebbe utilizzato artifici ben diversi”.  micheledannunzio@vastoweb.com
 

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