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Litterio, sequestrate 11 case. Finanza: debito da un milione e 800mila

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VASTO – Undici appartamenti a Vasto sono stati sequestrati stamattina al notaio Camillo Litterio, agli arresti domiciliari dal 14 ottobre con l’accusa di peculato. “Al momento, il debito fiscale stimato a carico di Litterio è di un milione 800mila euro – spiega il capitano della Finanza di Vasto, Luigi Mennitti – ma finora l’amministrazione finanziaria non era riuscita a soddisfare il proprio credito in quanto il notaio, insieme alla moglie, aveva costituito un fondo patrimoniale, impedendo così l’esecuzione forzata sui suoi beni”.

Le accuse. Il professionista 72enne, noto in città per essere stato dal 2000 al 2005 presidente della Pro Vasto, è accusato di peculato, evasione di Iva e sottrazione fraudolenta di beni allo scopo di sottrarsi al pagamento delle imposte.

Secondo sequestro. Su disposizione del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vasto, i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Chieti e i loro colleghi della Compagnia di Vasto hanno sequestrato l’intero fondo patrimoniale, composto da 11 abitazioni: 9 nel centro abitato e 2 a Punta Penna. Litterio è finito agli arresti domiciliari il 14 ottobre. Le fiamme gialle avevano già sequestrato 400mila euro, in parte trovati quel giorno nella perquisizione dello studio di via XXIV Maggio, in parte messi a disposizione dal professionista “per il parziale pagamento del debito fiscale”, racconta Mennitti. 

Il 25 ottobre il Gip, Caterina Salusti, aveva rigettato l’istanza di remissione in libertà presentata dagli avvocati Giovanni Cerella e Giovanni Di Biase. Una richiesta cui si era opposto il pm, Francesco Prete, sostenendo la necessità di acquisire e studiare i file del computer del professionista, attività affidata al professor Antonio Cilli dell’Università D’Annunzio di Chieti-Pescara.

Camillo Litterio si è difeso dalle accuse sostenendo di aver trattenuto solo temporaneamente delle somme versategli dai clienti per il pagamento delle imposte relative agli atti notarili stipulati e dicendosi disposto a saldare il debito.

La difesa. Il notaio Litterio non ha voluto sottrarre alcunché. Ha costituito un fondo di garanzia a beneficio della sua famiglia, visto che lui ha problemi di salute”. Lo ha dichiarato oggi pomeriggio Giovanni Cerella, avvocato di Camillo Litterio, dopo le operazioni di sequestro di 11 appartamenti di proprietà del professionista, finito ai domiciliari lo scorso 14 ottobre con l’accusa di peculato. 

Litterio attende nella sua abitazione il 18 novembre, giorno della decisione del Tribunale del riesame di Chieti sull’istanza di remissione in libertà presentata da Cerella insieme all’altro difensore, Giovanni Di Biase.
“Il mio assistito – afferma Cerella – è il notaio che in città ha lavorato di più: 3mila atti stipulati negli ultimi due anni. Lavoro dal quale ha ottenuto un giusto guadagno, utile a garantire un futuro al suo nucleo familiare, visto che il notaio ha problemi di salute. Per questo ha costituito, molto prima dei provvedimenti di sequestro, un fondo di garanzia con cui non ha voluto sottrarre alcunché. Se avesse voluto farlo – sostiene l’avvocato – avrebbe utilizzato artifici ben diversi”. 

micheledannunzio@vastoweb.com

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