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Tubature colabrodo, 600 riparazioni. Servono oltre 4 milioni di euro

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VASTO – L’ultimo intervento in ordine di tempo è di questi giorni in piazza Rodi, a Vasto Marina. Lungo le tubature di Vasto le riparazioni hanno superato quota 600. Aggiusti da una parte e si rompono dall’altra. Per questo si chiamano condutture colabrodo. Condotte idriche e fogne a Vasto sono vecchie e insufficienti da decenni.

I problemi. Le reti storiche fanno acqua da tutte le parti. La percentuale di dispersione idrica è altissima. Da anni non vengono diffusi i dati esatti . E d’estate interi quartieri rimangono a secco sia nella parte alta della città che nel centro e nelle periferie.  Si tappano le falle di reti vecchie e inadeguate a sopportare uno sviluppo edilizio sregolato. “Ad oggi – afferma Luciano Lapenna, sindaco di Vasto – ci si limita alla sola manutenzione, mentre Vasto ha bisogno di interventi urgentissimi”.

Nuove condotte servono sia nella zone storica che nelle aree di nuova espansione di una città in cui i palazzi spuntato di continuo sia a Nord che a Sud. E basta una pioggia più forte del solito per allagare tutto. Il 10 settembre, giorno dell’unica, pesante ondata di maltempo dalla fine dell’estate, Vasto è andata in tilt. Ancor di più Vasto Marina: scantinati e piani terra delle abitazioni invasi da acqua e fango, lungomare Duca degli Abruzzi transennato, allagati viale Dalmazia e le traverse. Il problema è che non esiste una seconda rete di scolo delle acque bianche. Tutto finisce nelle fogne, che si riempiono velocemente e tracimano. Mentre gli scarichi a mare sono rimasti aperti quest’anno fino a luglio per evitare emergenze tra la fine di una primavera piovosa e l’inizio di un’estate in cui il tempo non sempre è stato clemente.

“Servirebbe anche un nuovo depuratore perché quello di Punta Penna è insufficiente: ha una portata per 20mila abitanti, ma Vasto ne fa il doppio”, sottolinea Lapenna, che ha chiesto all’Ato, l’ente che sovrintende al ciclo idrico integrato, e alla Sasi, la società che gestisce reti e servizio, quasi 4 milioni e mezzo di euro per le opere non più differibili. “Non c’è la giusta attenzione verso Vasto”. Si tornerà a chiederla al nuovo consiglio d’amministrazione della Sasi, in cui siede da pochi giorni anche un vastese: Giuseppe Di Vito, ex dirigente Pilkington.

Da anni è pronto un progetto urgente di potenziamento della rete di Vasto Marina, da prolungare fino a località Padula, dove c’è il depuratore di San Salvo e Montenero. Lo ha elaborato l’amministrazione Pietrocola e riproposto quella attuale. Ma senza soldi rimane un pezzo di carta.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

 

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