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Accusati di spaccio respingono l'accusa. Lunedì la decisione del gip

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VASTO – Hanno respinto l’accusa di spaccio di stupefacenti Ludovico Maurizio Grisolia e Gerri Larivera, arrestati a Cupello giovedì dai carabinieri, che durante le indagini si erano travestiti da tecnici del gas. Stamani, a Vasto, l’udienza di convalida dinanzi al gip, Caterina Salusti, che si è riservata 48 ore per decidere.

Le indagini erano state avviate dai militari della Stazione di Cupello e poi proseguite dal nucleo operativo e radiomobile di Vasto. I carabinieri, dopo aver compiuto una serie di appostamenti fingendosi addetti alla manutenzione delle strade e tecnici del gas, avevano fatto scattare il blitz alle 13 di giovedì, eseguendo due perquisizioni, una domiciliare nella casa di Grisolia, 43 anni, di Cupello, e una personale nei confronti di Larivera, 32enne di Petacciato. Quest’ultimo, in base alla ricostruzione dei fatti fornita dagli investigatori, si stava allontanando a bordo di un furgone dall’abitazione dell’altro. Gli uomini del “nucleo operativo – è scritto in una nota del capitano della Compagnia di Vasto, Giuseppe Loschiavo – entravano all’interno della casa, trovando quest’ultimo con un bilancino di precisione e, su una credenza, 7 grammi di cocaina e 9 di hashish. Durante la perquisizione di Larivera, gli investigatori hanno trovato nella tasca del giubbotto 110 grammi di cocaina avvolta in un involucro di cellophane e in un foglio di carta da imballaggio”.

Gli avvocati Angela Pennetta di Vasto e Nicola Bonaduce di Termoli hanno contestato l’arresto, sostenendo che i loro due assistiti non hanno compiuto l’attività di spaccio loro contestata, perché Grisolia era agli arresti domiciliari da due anni e Larivera era in possesso di un quantitativo unico di sostanza stupefacente, non suddivisa in dosi. Lunedì la decisione del giudice.

 

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