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Elezioni 2011, nasce il movimento: "Senza primarie io non voto"

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VASTO – Nasce a sinistra il movimento Senza primarie io non voto. Riceviamo e pubblichiamo:

Le elezioni amministrative del 2011 a Vasto sono ormai imminenti, ancora pochi mesi e il mandato di Luciano Lapenna scade così, il domani della città, viene nuovamente rimesso nelle mani dei cittadini. Il futuro del centro sinistra è in bilico, almeno per quanto riguarda i rapporti di vicinato. Le alleanze non sono ancora del tutto chiare, e i partiti dibattono su appoggi e non appoggi. Dopo mesi di trattative, pare ci sia solo un aspetto indiscutibile: le primarie a Vasto non ci saranno. Il candidato sindaco c’è già ed è Luciano Lapenna del Partito Democratico. La sua posizione è fuori discussione e l’intero centro-sinistra è unito per tentare di rinnovare il suo mandato per altri cinque anni. A meravigliare però, è che a non volere le primarie non è il PD, ma i partiti che dovrebbero appoggiare la candidatura di Luciano Lapenna: da Sinistra Ecologia e Libertà, passando per Rifondazione Comunista fino ad arrivare all’Italia dei Valori, tutti garantiscono il loro sostegno incondizionato a Lucianone. L’ultima esternazione arriva da Sante Cianci, segretario locale di SeL, che, rispondendo al segretario regionale dello stesso partito, Gianni Melilla, volenteroso di indire le primarie in ogni città abruzzese, afferma: “A Vasto il candidato già c’è: è Luciano Lapenna”. La posizione di SeL viene rafforzata anche dal PRC: l’assessore Marco Marra, quando in ottobre iniziarono le trattative pre-elettorali affermò che non riusciva a capire il “perché si debba rimettere in discussione tutto il lavoro svolto dall’amministrazione comunale in questi anni, sia pure con i problemi e le difficoltà che non neghiamo”. Dal partito di Di Pietro fanno sapere che non ci sono intenzioni a fare le primarie in quanto ci potrebbero essere degli infiltrati che possono influenzare la votazione. Insomma, si è concordi nel rinunciare alle primarie, o meglio a negarle definitivamente. Le ragioni sono varie: SeL e PRC non hanno un candidato alternativo; i dipietristi temono appunto infiltrati.
La tanto stimata partecipazione, di cui SeL e PRC vastesi si fanno carico e promotori, viene quindi negata. Nessuna democrazia dal basso, nessuna chiamata degli elettori per indirizzare la politica locale; viene solo richiesta la crocetta alle urne per rinnovare sì il consiglio comunale, ma con le stesse facce. Fiducia “senza se e senza ma” al sindaco uscente. Niente viene messo in discussione e tutto viene preso per buono.
Le primarie, come strumento di prima democrazia per una concreta legittimazione del rappresentante cittadino all’interno delle istituzioni, non le vogliono i politici vastesi; si auto-delegano ma non si auto-rappresentano. Difficile credere a questo punto, ad esempio, che ci possa essere effettivamente un Piano Regolatore Generale o un’economia locale partecipata: se non si parte dalle prime istanze, dai piani più bassi della democrazia partecipata, dal singolo cittadino che pone la preferenza già prima dell’elezione amministrativa, come si può credere che una maggioranza consigliare possa chiamare i cittadini a decidere su importanti questioni burocratiche?
Senza primarie io non voto.

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