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Gabbia in piazza: oggi e domani l'iniziativa "Un minuto da detenuto"

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VASTO – “Ogni detenuto dovrebbe avere a disposizione almeno tre metri quadri. Sono costretti sì e no in due metri e mezzo in celle da tre persone. L’articolo 27 della Costituzione dice che la pena deve tendere alla rieducazione del condannato. Ma così non è rieducazione. E’ abbandono”. Lo affermano Piergluigi Gentile, dell’associazione Voci di dentro, e Francesco Lopiccolo, direttore dell’omonima rivista.

Una gabbia nel centro di Vasto. Un letto a castello per tre carcerati, servizi igienici sporchi: lavandino e bagno alla turca piazzati praticamente uno sopra l’altro. Le scatolette di tonno bucherellate e trasformate in grattugia, o semplicemente aperte per utilizzare il bordo tagliente come pelapatate. Il posacenere fatto unendo i pacchetti di sigarette. Un senso di precarietà e di claustrofobia. E’ una cella che si può trovare in qualsiasi istituto di pena, quella riprodotta davanti a Palazzo D’Avalos dall’associazione Voci di dentro Onlus nell’ambito dell’iniziativa Un minuto da detenuto, che si tiene da oggi a domenica con il Patrocinio di Provincia e Comune di Chieti, Comune di Vasto, Consigli dell’Ordine degli avvocati delle due città, del Centro polivalente provinciale per gli immigrati e in collaborazione con la Caritas diocesana.

“L’obiettivo – si legge in una nota dell’associazione – è quello di mostrare e far vivere la realtà delle carceri italiane affollate da quasi 70 mila persone. Per far riflettere su una istituzione che teniamo ai margini della società, come un male da esorcizzare o da nascondere, dimenticando che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato, come stabilito dall’articolo 27 della Costituzione”. La gabbia sarà aperta al pubblico dalle 18 in poi.

Il convegno. “Il diritto penitenziario oggi: quale alternativa al carcere”. E’ il tema del convegno che si terrà oggi e domani nell’aula magna del palazzo di giustizia di via Bachelet. Si comincia alle 15. La tavola rotonda è organizzata dall’Ordine degli avvocati di Vasto insieme alla casa circondariale di località Torre Sinello, col patrocinio di Provincia di Chieti, Comune di Vasto, Università del Molise e Associazione nazionale dei dirigenti dell’amministrazione penitenziaria.

Spiegano Nicola Artese, presidente dell’Ordine forense, e Carlo Brunetti, direttore del carcere di Torre Sinello, che lo scopo dell’appuntamento è “di affrontare il tema del trattamento penitenziario e del reinserimento dei detenuti, alla luce degli attuali orientamenti legislativi, delle norme e dei possibili percorsi al riguardo. Il convegno intende, altresì, fornire a tutti i protagonisti dell’universo penale, così come anche alla collettività, un patrimonio di idee, di strumenti e di esperienze per un reingresso positivo dei detenuti nella società come previsto dalla Carta costituzionale. I relatori che si alterneranno rappresentano, a un livello estremamente qualificato, alcuni tra i massimi esponenti della dottrina in materia”.

 

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