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Il pescivendolo in difficoltà paga l'affitto al Comune… in natura

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FRESAGRANDINARIA – Il pescivendolo ambulante, in difficoltà economiche, non riesce a far fronte alle rate d’affitto del locale e paga l’amministrazione comunale con il suo pescato. Succede a Fresagrandinaria, dove il singolare baratto è stato denunciato dalla minoranza di centrodestra in Consiglio Comunale e sui muri del paese con un pepato manifesto: “L’ennesimo pasticcio”, lo ha definito il consigliere Anna Adelina
Dragonetti, che avanza dubbi sulla legittimità del bilancio comunale. La rivendita utilizzata dal commerciante, infatti, è di proprietà comunale e il mancato pagamento del canone avrebbe prodotto la morosità.

Il sindaco di Fresagrandinaria, Giovanni Di Stefano, non sembra allarmato: “E’ vero – dice – Cesario Valentini, il pescatore che da Vasto viene in paese due volte la settimana a vendere il pesce, da un paio d’anni dice di essere in difficoltà e di non poter pagare le rate d’affitto, 50 euro al mese per il locale di Via dell’Emigrante che il comune gli ha messo a disposizione. L’unico che assicura le necessarie condizioni igieniche. Per non rinunciare a quella che riteniamo una funzione sociale, non essendoci altre pescherie in paese, abbiamo accettato che  pagasse gli arretrati con il pescato. A Natale e Pasqua l’ambulante fornisce il pesce per i pranzi sociali degli anziani e rilascia regolare scontrino fiscale. Che c’è di male? Faremo altrettanto anche quest’anno – dice Di Stefano – il 12 dicembre, nel locale polivalente di Fresagrandinaria, dove riuniremo 120 tra anziani e ospiti, senza pagare un euro nei ristoranti”.

Di Stefano non manca di riservare una stoccata alla minoranza: “Facciamo così non da ieri, ma dal ’97 e mi sembra che anche la Dragonetti, che era consigliere di maggioranza con me tra il ’99 e il 2004, partecipava ai pranzi sociali. Strano che si ricordi solo ora di puntare l’indice contro l’amministrazione”. (Agi)

 

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