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Sovraffollamento: il carcere di Torre Sinello torna a "scoppiare"

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VASTO – Tolti i limiti di tolleranza, cioè la capienza massima, non è che le carceri siano meno affollate. Quello di Vasto non è meglio degli altri. Scoppia: un centinaio di detenuti in più del possibile. Novanta, per l’esattezza: 262 totali, in base alla conta di ieri. “Il limite di tolleranza, quando esisteva ancora, era stabilito a quota 172. E’ facile comprendere la situazione”, spiega il commissario Ettore Tomassi, comandante della polizia penitenziaria.

A Torre Sinello si è superato abbondantemente il livello di guardia. Non è la prima volta che accade. Ma ora è più preoccupante di altre volte. Per 262 carcerati (30% di extracomunitari), 130 agenti da spalmare su quattro turni. “Siamo sotto organico di 14 unità”, sottolinea Tomassi nel primo dei due giorni in cui nell’aula magna del palazzo di giustizia si parla di riforme dell’esecuzione penale per trovare pene diverse alla detenzione. Ad esempio i lavori socialmente utili. La cosiddetta giustizia riparativa.

“Il diritto penitenziario oggi: quale alternativa al carcere”. E’ il tema del convegno iniziato ieri. Oggi la seconda e ultima giornata. La tavola rotonda è organizzata dall’Ordine degli avvocati di Vasto insieme alla casa circondariale di località Torre Sinello, col patrocinio di Provincia di Chieti, Comune di Vasto, Università del Molise e Associazione nazionale dei dirigenti dell’amministrazione penitenziaria.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

 

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