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Porto turistico da 382 posti, presentato il progetto. Arci: "Dire no"

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VASTO – Un porto turistico da 382 posti barca. Vuole realizzarlo lungo la costa vastese un’impresa molisana. “Una richiesta di concessione di area demaniale per 50 anni è stata presentata dalla società In Porto srl, con sede legale a Termoli”, conferma il tenente di vascello Daniele Di Fonzo, comandante della Guardia costiera di Punta Penna.

Il 27 settembre scorso il Compartimento marittimo di Ortona, che include anche Vasto, ha ricevuto la documentazione dall’impresa richiedente. La domanda è stata ufficialmente pubblicata all’albo dell’Ufficio circondariale marittimo di Punta Penna.

Il progetto. “La richiesta – spiega Di Fonzo – riguarda la concessione di un’area demaniale della durata di 50 anni”. Nella domanda, la società chiede all’autorità marittima il via libera a utilizzare una porzione di litorale “a Nord dello scoglio della Sirenetta”, cioè il Monumento alla Bagnante di Vasto Marina, per costruire l’approdo turistico da 382 posti barca.

Gli ambientalisti. Di realizzare una struttura per diportisti a Vasto si discute da una trentina d’anni. Si era pensato alla Foce del Lebba (l’insenatura a Sud de porto di Punta Penna) e, prima ancora alla baia di San Nicola. Il tutto mentre il Piano regolatore portuale, le cui complesse procedure di approvazione sono ormai allo stato avanzato, prevede la costruzione di un secondo bacino, in continuità con quello esistente, per ampliare le banchine commerciali e separare l’attività merci dalla pesca e dalla navigazione sportiva o turistica.

Gli ambientalisti si oppongono al raddoppio del porto e ora definiscono questo nuovo progetto una “follia”, polemizza Lino Salvatorelli, presidente dell’Arci di Vasto, secondo cui, se l’approdo turistico venisse realizzato, si finirebbe col “ridurre uno degli angoli più belli della costa adriatica, delizia dei cittadini vastesi e dei turisti, a una squallida pozzanghera maleodorante circondata da cemento. A settembre, in occasione della festa regionale di Sinistra ecologia e libertà”, a Palazzo D’Avalos, “avevo lanciato l’allarme, speravo con tutto il cuore di essere smentito e di essere accusato di allarmismo gratuito. Purtroppo, nessuno mi ha smentito e oggi giunge la conferma di queste scellerate intenzioni.
Si sta lavorando a 360 gradi per arrivare al Parco nazionale della Costa teatina” e Vasto “può tranquillamente aspirare ad essere sede del Parco”. Per questo, secondo Salvatorelli, “bisogna dire no a qualunque ipotesi di ulteriore cemento sulla costa, pertanto l’amministrazione comunale si attivi immediatamente affinché di questo progetto non inizi neanche l’iter”, mentre “noi, come sempre, utilizzeremo tutti gli strumenti tecnici e burocratici per bloccare sul nascere tale scempio alla nostra amata scogliera”.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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