vastoweb.com - Portale di informazione su Vasto e Abruzzo. Commercio, Servizi, Turismo.

Città satellite, Marchese frena: "Già paghiamo le scelte del passato"

Più informazioni su

VASTO – “Riflettere sull’impatto urbanistico”. Gabriele Marchese sindaco di San Salvo, mostra scetticismo sul progetto di costruire una città satellite al confine tra Vasto e San Salvo, presentato dalla Sgm di Vasto insieme alla romana Medaf Italia. Lo fa capire chiaramente durante il convegno in cui viene presentato il programma integrato di intervento in località Colle Pizzuto, tra il Villaggio Siv e contrada Pozzitello, dove dovrà sorgere il futuro ospedale comprensoriale.

“Non mi esprimo né a favore, né contro. Valuteremo”, dice Marchese concludendo il suo intervento. Ma di perplessità ne aveva espresse molte, affermando che “abbiamo difficoltà a governare le città satellite, come Le Nereidi e il consorzio Icea”. Motivo per il quale, in apertura del discorso aveva chiesto di “riflettere sull’impatto urbanistico di questo progetto, che ricadrà tutto su San Salvo, visto che l’insediamento abitativo sorgerà a 700 metri da San Salvo, su cui insisteranno reti idriche, fognarie e metanifere”. Marchese ritiene necessaria “una programmazione condivisa”. Il territorio comunale di San Salvo è “un fazzoletto di terra di 19 chilometri quadrati e vogliamo proteggerlo con cura attraverso uno sviluppo sostenibile.

Abbiamo già difficoltà a governare scelte urbanistiche fatte in passato dal Comune di Vasto. Penso a via Circonvallazione” che, pur essendo parte dell’abitato di San Salvo, sorge sul territorio di Vasto, ragion per cui “gli oneri Ici vengono riscossi dal Vasto, mentre a carico della mia città ci sono fogne, reti idriche, scuole e tutti i servizi essenziali”. Pubblico non numeroso. Al convegno hanno assistito circa 80 persone, per la maggior parte attivisti politici. “Abbiamo ricevuto il progetto, lo abbiamo valutato e deciso di affiancare la Sgm”, ha spiegato Italo Pittalà, della Medaf Italia. Un investimento da 150 milioni di euro. “Abbiamo proposto al Comune – prosegue Pittalà – una serie di infrastrutture che migliorino la viabilità”. Gli aspetti economici sono stati illustrati con delle slide proiettate sullo schermo della sala da Maria Giuliani, commercialista della società romana.

“Gli introiti per il Comune saranno di oltre 30 milioni di euro” in opere pubbliche, mentre in denaro “5 milioni di euro di introiti fiscali”. Alla fase introduttiva ha partecipato anche l’architetto della Medaf, Gianluigi Bocchetta, che ha insistito sulla definizione di città giardino, con “la piantumazione di 5mila alberi”. Secondo la società romana, sarà “un luogo vivo, non un dormitorio” a cavallo di un’area in cui risiedono circa 65mila persone. Il sindaco di Vasto, Luciano Lapenna, nell’annunciare che sono in vista passi in avanti per l’erogazione dei fondi destinati alla costruzione del nuovo ospedale, ha sottolineato che “in un ospedale isolato non crede nessuno. Dobbiamo pensare a una struttura ospedaliera che viva, con attorno strutture adeguate.

Se vogliamo bene a Vasto, dobbiamo aprire una discussione seria sullo sviluppo di questa zona e di quella a Nord”, fermo restando che le decisioni vanno prese insieme a San Salvo e Cupello, il cui sindaco, Angelo Pollutri, ha messo le mani avanti: “Non si può dire sì o no stasera”. Marchese aveva già messo i paletti che stringono il percorso. Per Lapenna le resistenze sono evidenti ed esplicite all’interno della maggioranza che lo sostiene. Alla vigilia del dibattito, il Pd ha annunciato la sua contrarietà alla città satellite. Durante il convegno, lo ha fatto anche Sinistra ecologia e libertà: “Arrivate con 30 anni di ritardo”, ha polemizzato Sante Cianci, segretario del partito di Vendola. “Vasto ha bisogno di diminuire il carico urbanistico”.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

 

Più informazioni su