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Ripascimento della spiaggia, Febbo: "Dal Wwf dati sbagliati"

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VASTO – “Durante le tempeste, quindi con l’alta marea, c’è una ridistribuzione della sabbia tra la parte emersa e quella sommersa che causa un semlice spostamento dell’arenile e non la sua scomparsa”. Mauro Febbo risponde alle polemiche degli ambientalisti sul ripascimento del litorale di Casalbordino. La questione coinvolge anche Vasto, dove un anno fa la Regione aveva avviato le procedure del progetto Si.co.ra: installare una cava di sabbia nel mare antistante la spiaggia di Punta Penna, inizio della riserva naturale di Punta Aderci, per estrarre il materiale necessario a ripristinare il lido di Casalbordino, eroso dalle mareggiate. Polemiche a non finire,oltre 4mila adesioni tramite Facebook e una manifestazione in piazza Diomede con raccolta di firme avevano indotto il governo regionale a desistere. La sabbia di Vasto è rimasta al suo posto. Il ripascimento dell’arenile di Casalbordino è stato poi attuato, come ogni anno, col materiale prelevato altrove. Un’operazione definita inutile da Ines Palena, presidente del Wwf Zona frentana e Costa teatina.

“Non comprendo – replica Febbo – in base a quale teoria tecnico-scientifica basi le misurazioni rispetto all’arretramento della spiaggia. Sappia il Wwf che con le mareggiate che stanno colpendo in questi giorni il litorale di Casalbordino, si tratta di un fenomeno del tutto naturale. Durante le tempeste, quindi con l’alta marea, c’è una ridistribuzione della sabbia tra la parte emersa e quella sommersa che causa un semplice spostamento dell’arenile e non la sua scomparsa. Rassicuro il Wwf che nel periodo primaverile–estivo si potrà verificare e toccare con mano l’effetto delle operazioni di rinascimento effettuate. Ricordo inoltre – conclude l’assessore regionale – che stiamo parlando di una zona dunale dove non esiste nessun tipo di barriera e per questo invito il Wwf, prima di fare proclami, a studiare il fenomeno senza prese di posizione marcatamente ideologiche”.

micheledannunzio@vastoweb.com

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