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Città satellite, parla la società romana: "Case scontate del 45%"

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VASTO – La  città satellite consentirà di vendere appartamenti ai giovani a prezzi scontati del 45%. Lo sostiene la Medaf Italia general contractor di Roma, la società che appoggia il progetto della vastese Sgm di Giuseppe e Mario Soria. A scrivere a Vastoweb è Maria Ida Di Giuliani, commercialista della Medaf e voce fuori campo che ha illustrato gli aspetti economici del piano integrato per la costruzione di un complesso residenziale per 1800 persone (dato fornito dalla società capitolina) a Colle Pizzuto, al confine tra Vasto e San Salvo. E’ l’area compresa tra il Villaggio Siv e contrada Pozzitello, dove si trovano i terreni su cui dovrà sorgere il nuovo ospedale comprensoriale.

La lettera. “I giovani, che sono il 50% della popolazione residente  forse non hanno sempre disponibilità per acquisto di case a 3mila euro al metro quadrato, fatte secondo schemi obsoleti e senza verde”, scrive la Di Giuliani, basandosi sui dati forniti da lei stessa nel convegno di presentazione del progetto, il 9 dicembre scorso. In base a numeri e grafici proiettati sullo schermo dell’auditorium San Paolo, sono complessivamente 33mila i residenti sotto i 30 anni tra Vasto (41mila abitanti), San Salvo (20mila) e Cupello (5mila). Allora, dice la commercialista “ecco che un alloggio convenzionato che costa il 45% in meno di un alloggio residenziale privato, potrà essere acquistato con pagamenti a trance del 45% del suo costo dai giovani, le banche interverrebbero per il 55% del costo con piano trentennali e tassi agevolati dalla Regione”.

Qualora il progetto fosse approvato, ammonterebbero a 31 milioni di euro, in base alle previsioni, gli introiti per il Comune di Vasto, suddivisi tra opere pubbliche realizzate dalle imprese costruttrici (26 milioni per verde, campi sportivi e strade) e incassi fiscali (5 milioni in tutto). “Certamente– afferma Maria Ida Di Giuliani – il sindaco, che ha visto programma dal novembre del 2008, ha avuto delle buone ragioni per ritenere che non si stia parlando di semplice edilizia cementizia”, ma “ha ritenuto” che ci fosse la possibilità di “mettere in campo qualcosa di innovativo per fare economia e benessere”, sostiene il tecnico della società romana.

Ma la maggioranza di centrosinistra frena. Pd, Rifondazione comunista e Italia dei valori non vogliono nuove colate di cemento. 

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