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Associazione "Porta Nuova": "Zone franose, esposto in procura"

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VASTO – Un esposto alla procura presso il Tribunale di Vasto perché indaghi sulla trasformazione di zone franose in aree edificabili. Lo ha presentato l’associazione civica Porta Nuova, che a giugno aveva sollevato il problema relativo alla modifica delle cartografie del Pai, piano di assetto idrogeologico, riguardante due località della parte orientale di Vasto, Casarza e Torricella.

L’esposto. Le modifiche, ricorda Michele Celenza, presidente del sodalizio, “avevano reso edificabile una parte consistente delle zone di Casarza e Torricella”. Dopo le polemiche, avevano replicato l’amministrazione comunale e Rifondazione comunista, annunciando azioni legali per far tornare zone rosse (inedificabili) quelle che erano diventate verdi senza motivo. Ora Porta Nuova torna a puntare il dito contro la Giunta Lapenna e Falce e martello: “Vista la perdurante inerzia sia dell’amministrazione comunale che di Rifondazione, l’esposto abbiamo pensato di presentarlo noi. L’abbiamo fatto nei giorni scorsi”.

La vicenda. Ad aprile erano state modificate le cartografie del Pai. “La notizia – ricorda Celenza – era stata data dalla nostra associazione, che aveva altresì chiamato in causa l’amministrazione comunale per aver avviato con due delibere di Giunta, ma su sollecitazione dei privati, l’intero iter procedurale. La replica del sindaco, per contro, aveva addossato da una parte all’autorità regionale di bacino la responsabilità dell’atto di modifica e dall’altra al dirigente comunale di settore quella di non aver adeguatamente informato la Giunta”.

In un comunicato, l’amministrazione Lapenna annunciava di aver “già dato mandato all’ufficio legale di valutare quali azioni può avviare il Comune”. Lo stesso giorno, l’11 giugno, Rifondazione comunista, in un’altra nota, diceva che “come partito, intendiamo portare avanti le seguenti azioni: ricorso al Tar perché si pronunci sull’iter seguito da tutti gli attori interessati; inviare le carte alla procura perché indaghi su procedure e responsabilità”.

“Fatto sta – rincara Celenza – che in nessuna delle delibere, del Comune o della Regione, è indicato in che cosa consista questo errore materiale” e “non basta dichiararlo: dev’essere dimostrato”. Su questo “rilievo così elementare nessuno, tecnico o politico, ha saputo dare una risposta. Noi, nel frattempo, abbiamo trovato altre due delibere di Giunta comunale, riguardanti due diverse zone della città (una via San Sisto, l’altra Montevecchio), esse pure contenenti proposte di correzione del Pai sulla base di altri presunti (e non dimostrati) errori materiali: la 174 e la 175, entrambe del 14 maggio 2009 .

Ce n’è abbastanza – sottolinea Porta Nuova – perché sorga qualche ragionevole dubbio. Così, vista la perdurante inerzia sia dell’Amministrazione comunale che di Rifondazione, l’esposto abbiamo pensato di presentarlo noi. L’abbiamo fatto nei giorni scorsi”.

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