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Pdl, confronto con Apv, Desiati e Udc per il fronte anti-Lapenna

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VASTO – L’obiettivo è allargare il più possibile il fronte anti-Lapenna. Il Pdl cerca alleanze. L’assemblea degli iscritti che, come quella mattutina del Pd, non è decisiva, lancia segnali a centristi e liste civiche. Ma sarà un apposito “tavolo politico” a scegliere il candidato sindaco.

All’Hotel Acquario si ritrovano gli attivisti del partito di Berlusconi per delineare le strategie in vista delle elezioni comunali del prossimo anno. Al tavolo siedono il coordinatore, Etelwardo Sigismondi, il vice coordinatore, Manuele Marcovecchio, e il capogruppo in Consiglio comunale, Guido Giangiacomo. In platea una settantina di persone.

Alleanze. Sigismondi lancia il sasso nello stagno delle opposizioni, proponendo “un tavolo di confronto con Alleanza per l’Italia, le aggregazioni civiche, Desiati e l’Udc per delineare un percorso comune per vincere al primo turno. Di fronte all’implosione del centrosinistra serve uno scatto decisivo, magari anche facendo un passo indietro se necessario, per giungere a una condivisione di programmi” e stilare un elenco delle “5-10 priorità da sottoporre al tavolo politico che dovrà individuare il candidato sindaco”, lo scoglio più difficile da superare nel pre-campagna elettorale. Due dei tre papabili ci sono. Oltre a Sigismondi, anche Giacinto Mariotti, che siede in prima fila e interviene nel finale, ammonendo: “E’ necessario cercare tutti quei soggetti che sono scontenti di questa gestione della città. Sicuramente con l’Udc va fatto un discorso”, soprattutto perché “senza le altre forze il Pdl non è maggioranza assoluta”. Non c’è Antonio Prospero, che da gennaio ha detto di aspirare alla poltrona su cui era rimasto seduto dal 1978 al 1993. “Motivi personali, niente di politico”, si vocifera in sala.

Allearsi. Un concetto che aveva ribadito all’inizio del dibattito anche il consigliere regionale Giuseppe Tagliente, fissando la scelta del leader “entro fine gennaio. Siamo in ritardo. Un ritardo tattico dovuto alla ricerca affannosa e cervellotica del candidato sindaco. Il problema non è il candidato sindaco e nemmeno il programma elettorale, ma enucleare una strategia. Un grande, arioso messaggio a tutti i soggetti che non si riconoscono nell’operato del centrosinistra e che ne hanno le tasche piene”, creando “un vasto fronte dei moderati per vincere questa battaglia, che da soli non si può vincere”.

Coalizione più ampia possibile da opporre al centrosinistra e candidato prima di febbraio. Altrimenti, fa notare Filippo Di Crisci, deciderà il coordinamento provinciale. Seguono gli interventi di Felice Iacobucci, Gino Canci, Mario Baiocco, Angelo Paladino, Guido Giangiacomo, Manuele Marcovecchio, Dino Bottari, Ermanno Falone, Nicola Carlesi, Marco di Michele Marisi e Stefano Suriani, che mette in guardia il partito dallo stringere patti “con liste civiche” che rappresentano “una sola persona”.

Secondo Marcovecchio, per vincere si può fare anche un sacrificio. Grosso. “Non mi appassiona molto il totocandidato sindaco. E’ prioritario metterci d’accordo. Al tavolo ci andremo con un nostro candidato sindaco, con una nostra risorsa”, ma “al tavolo bisogna sedersi senza nessuna pregiudiziale sul candidato”.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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