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Polizia provinciale, D'Amico (Pd): confusione tra controllori e controllati

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VASTO – Non si placano le polemiche sulla polizia provinciale, che ha l’organico ridotto all’osso. Secondo il Pd, “non c’è distinzione fra controllori e controllati, perché è stata eliminata la norma, introdotta dall’amministrazione di centrosinistra, che vietava agli agenti di essere al tempo stesso cacciatori e poliziotti addetti a garantire il rispetto della natura, sanzionando chi esercita illecitamente l’attività di caccia”.

Ad alzare la voce era stato prima il Wwf: “Al massimo due pattuglie al giorno per 104 Comuni della provincia di Chieti ma, il più delle volte, una sola auto che circola sul territorio”. Silvio Tavoletta, assessore al Personale dell’amministrazione Di Giuseppantonio, aveva risposto annunciando l’ampliamento dell’organico con l’assunzione di altri 4 agenti. Per il Partito democratico non basta: “L’insufficiente numero di uomini – commenta Camillo D’Amico, capogruppo del Pd in Consiglio provinciale – è un problema serio al quale va posto immediato rimedio sia attraverso mobilità interne all’ente o da altre istituzioni ma anche, laddove possibile, con nuovi reclutamenti tramite concorso.

Il problema vero, almeno nell’ambito della caccia, è che la polizia provinciale è scarsamente motivata ad eseguire verifiche efficaci perché l’attuale amministrazione di centrodestra ha modificato un precedente regolamento, adottato dal centrosinistra, che inibiva l’attività venatoria agli agenti. L’attuale maggioranza di centrodestra, nella foga di saldare le cambiali elettorali per il consenso avuto alle elezioni provinciali del giugno 2009 – attacca D’Amico – ha ripristinato una confusione di ruoli sino ad arrivare alla situazione denunciata dal Wwf”.

 

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