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Inchiesta-documenti: fusione scuole, i rischi. Le prime proteste nel '96

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VASTO
– La questione della fusione di Liceo delle Scienze umane, Liceo Linguistico, Liceo Classico e Liceo Artistico, sta sollevando non poche polemiche. Il problema è certamente di tipo politico, come dimostrano gli interventi di questi giorni. Probabilmente però, per avere un quadro della situazione più chiaro, sarebbe da analizzare quella che è la situazione degli istituti in questione, fermo restando che la riduzione della spesa pubblica, quando segue dei criteri logici e ben definiti, è cosa molto virtuosa.

L’istituto Romualdo Pantini (ex Magistrale), presenta tre diverse realtà: il Liceo delle Scienze umane (con due diversi indirizzi) e il Liceo Linguistico. Tra le varie classi sono presenti circa 650 studenti, quindi ben oltre il limite di 500 imposto per costituire un singolo istituto.

L’ex Istituto d’arte, unito al Liceo Classico qualche anno fa, si è costituito quest’anno come Liceo Artistico. Una realtà in via di sviluppo e crescita, per questo nuovo indirizzo di studi, supportata dalla nuova sede, che verrà inaugurata il prossimo anno, di fianco al Commerciale. Quindi, una delle difficoltà del prossimo anno sarà quella di organizzare e gestire il trasferimento nel nuovo edificio, considerando che (anche se verranno utilizzati solo per i corsi che andranno a terminare fra 3 anni) dovranno essere installati anche il laboratori.

E’ l’unione Liceo Classico-Liceo Artistico che al momento non raggiunge le 500 unità. Un fattore che però, secondo le previsioni, potrebbe andare a scomparire con l’aumento degli studenti non appena il percorso di studi dell’Artistico sarà completo in tutte le sue classi.

Creare un nuovo polo scolastico, unendo queste realtà, andrebbe a creare notevoli disagi. Intanto sarebbero tre le sedi da gestire, con un’unica struttura amministrativa e didattica. Gli alunni diventerebbero circa 1100, ma, considerando che il Liceo Artistico è appena nato e il Linguistico è in continua crescita, il numero è destinato ad aumentare. La nuova realtà, al momento, presenterebbe tra i suoi alunni circa 50 ragazzi diversamente abili che sicuramente richiedono attenzioni e una cura particolari. Il dirigente unico dovrebbe così gestire i 1100 ragazzi, circa 160 unità di personale (tra docenti e non) e un trasferimento di sede, con tutte le difficoltà del caso.

Il timore, da quello che si respira negli ambienti dei due istituti, è che in tutto questo venga a perdersi una giusta attenzione per quello che la scuola dovrebbe offrire ai suoi studenti, una visione all’alunno come individuo da formare ed accompagnare nella sua crescita. Più che le dispute politiche, delegate ai rappresentanti istituzionali, quello che interessa è che una decisione venga presa nel reale interessi dei giovani e dei formatori, con la consapevolezza che solo con una cura dell’istruzione si garantisce un reale futuro al Paese.

14 anni fa. La storia si ripete Sono trascorsi 14 anni. Era il 1997, quando al Liceo classico Lucio Valerio Pudente di Vasto gli studenti, nel mese di marzo, organizzavano il primo corteo per protestare contro il rischio di accorpamento al magistrale Pantini. Il classico allora poteva contare oltre 400 studenti, 130 in più di oggi. Dodici mesi dopo la seconda protesta contro quello che allora si chiamava Piano di razionalizzazione scolastica di cui il Provveditorato agli studi della Provincia di Chieti parlava già dal 1994. E’ tutto scritto in tre numeri de Il Moscone, il giornale della scuola. Siamo andati a scovare questi documenti studenteschi di 14 anni fa. Alla fine, i ragazzi riuscirono nel loro intento: fino a quando tra i banchi ci furono loro, non si fece nessuna fusione.

Giuseppe Ritucci – giusepperitucci@yahoo.it

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