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Guardia costiera: "Porto di Vasto, in Abruzzo può diventare il primo"

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VASTO – Primi segnali di ripresa al porto di Vasto. E’ cresciuto rispetto al 2009 il numero di navi attraccate a Punta Penna e il quantitativo di merci movimentate. Lo dicono i dati forniti dal tenente di vascello Daniele Di Fonzo nella consueta conferenza sul bilancio annuale dell’attività svolta dalla Guardia costiera. Nei 12 mesi scorsi, sono state 160 le navi approdate (35 italiane, 125 straniere) contro le 146 del 2009. Tra merci imbarcate e sbarcate, il conto complessivo raggiunge quota 550mila 861 tonnellate, contro i 541mila 169 dell’anno precedente. Biodiesel (quasi 160mila tonnellate), olio (90mila), argilla e fertilizzanti (60mila tonnellate) sono i prodotti che hanno fatto registrare le performance migliori. Dopo un anno di stop, sono tornati a partire da Vasto i mercantili carichi di furgoni prodotti dalla Sevel di Piazzano di Atessa. “Mancano solo i container e poi abbiamo tutto”, commenta il comandante, secondo cui “il porto di Vasto, nel panorama abruzzese, è quello che ha più potenzialità in termini di logistica, per la vicinanza dell’autostrada A14 e perché il progetto di ampliamento prevede la realizzazione della ferrovia fino alla banchina di riva. Nell’Adriatico, tra Ancona e Bari, Punta Penna può diventare un punto fondamentale, candidandosi a pieno titolo come casello delle autostrade del mare”. Fermo restando che rimangono i problemi legati all’imboccatura troppo stretta, non adatta per navi di elevato tonnellaggio, e all’insabbiamento dei fondali, ma il secondo bacino da costruire in continuità con quello esistente in base al Piano regolatore portuale “avrà un pescaggio di 14 metri”.

Il nuovo porto. Il primo passo verso l’ampliamento è l’ormai imminente completamento dei lavori di ampliamento della banchina di levante. Lo spazio disponibile è raddoppiato. “Lo utilizzeremo per l’attività mercantile, mantenendo naturalmente l’attracco dei pescherecci”. Sul piano regolatore portuale, documento fondamentale per il futuro ampliamento dello scalo marittimo, la palla passa di nuovo alla Regione Abruzzo. Ottenuta la valutazione ambientale strategica, il rapporto, comprensivo della Via (valutazione d’impatto ambientale) e della sintesi non tecnica, è stato trasmesso dall’Ufficio circondariale marittimo agli uffici regionali. Per gli ambientalisti, che hanno sempre visto come fumo negli occhi l’aumento dei traffici commerciali a due passi dalla riserva naturale di Punta Aderci, ci sono 60 giorni di tempo per presentare le osservazioni, ossia proposte di modifica oppure motivazioni per chiedere il blocco del Prp.

Sul piazzale di riva, puntellato e messo in sicurezza il mercato ittico. La struttura era pericolante. Ma rimane un grosso punto interrogativo su un edificio che, per la sua collocazione, riduce lo spazio disponibile nell’area carico-scarico, dove vengono depositate le merci in partenza e in arrivo.

L’attività del 2010. Ventuno uomini hanno prestato servizio nel 2010 alla Guardia costiera di Vasto: Di Fonzo è l’unico ufficiale (in organico ne è previsto un altro, ma da anni il posto non viene coperto), 7 sottufficiali, 4 militari di truppa in servizio permanente effettivo e 9 volontari, il cui lavoro è stato elogiato dal comandante. Subentrato il 2 settembre scorso al suo pari grado Fabio Occhinegro, trasferito ad Ancona, Di Fonzo ha riassunto l’attività operativa svolta dal Circomare negli ultimi 12 mesi in una conferenza stampa insieme al nostromo Antonino Irrigati, alla presenza di rappresentanti delle forze dell’ordine, autorità cittadine e operatori portuali.  

Due i salvataggi Sar, (search and rescue) eseguiti per garantire un approdo sicuro ad altrettante imbarcazioni in avaria e 5 persone assistite. “Siamo stati fortunati, pochi interventi di questo tipo è quello che speriamo sempre”.

Serrati i controlli antiterrorismo e contro lo sbarco di clandestini. Viene setacciato il 40% dei mercantili che sbarcano a Punta Penna. Una percentuale che sale al 100% quando le navi provengono da Paesi a rischio. Cinquantuno le operazioni di polizia marittima e giudiziaria, tre delle quali in risposta a indagini disposte su scala nazionale dal Comando generale di Roma per verificare qualità e provenienza del pescato che finisce sulle tavole dei consumatori. Tra le inchieste nazionali, c’è Onda d’urto, attuata tra il 16 e il 30 dicembre scorsi passando sotto la lente d’ingrandimento 60 attività della filiera della pesca, dai motopescherecci ai commercianti, con l’elevazione di 11 verbali per 13mila 718 euro complessivi e 74 chili di pesce requisito. Centoquarantacinque le contravvenzioni, per un totale di 79mila 501 euro. Sei i reati penali contestati, 14 i sequestri, 130 le attrezzature da mare contestate e una tonnallata di pesce sequestrato e smaltito attraverso donazioni o distruzione, nel caso in cui fosse in cattivo stato di conservazione.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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