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Dopo il maltempo soldi per rifare le tubature. Ma bollette più salate

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VASTO – Lo scenario è sempre lo stesso. Tombini che saltano e grate che si ingolfano di acqua e fango. Strade allagate, con la poltiglia che scivola velocemente a riempire scantinati e piani terra, magazzini e abitazioni. Ora, però, dopo la terza ondata di maltempo che rischia di provocare decine di richieste di indennizzo, si corre ai ripari. A distanza di anni, sono già pronti alcuni milioni di euro destinati al rifacimento delle reti idriche e fognarie di Vasto. Ma in cambio di servizi essenziali i cittadini dovranno mettere la mano in tasca, perché aumenteranno le bollette. Lo prevede il piano d’investimenti dell’Ato, l’ente che coordina l’intero settore idrico del Chietino e gestisce le tubature tramite la Sasi, la società per azioni di cui è titolare.

I problemi. L’Ato (ambito territoriale ottimale) è stato costituito anni fa dai Comuni in sostituzione dei consorzi acquedottistici. Ora i le ammionistrazioni comunali battono cassa. In particolare Vasto, che ha le tubazioni più disastrate di tutta la provincia. Nel 2003, uno studio pubblicato dall’associazione civica Porta Nuova parlava, dati alla mano, di una dispersione idrica di oltre il 56%: ogni 10 litri, più di 5 non arrivavano nelle case. Considerato che nel 2010 le riparazioni della Sasi in città sono state oltre 600 e nessun intervento strutturale è stato mai attuato, la situazione nel corso degli anni non può essere migliorata di molto.

Per questo le tre ondate di maltempo tra la fine dell’estate e l’inverno hanno riempito fino e oltre l’orlo i canali di scolo. Con conseguenze pesanti, come si è visto con i temporali di settembre, le nevicate di dicembre e l’acqua mista a neve di sabato scorso. Una cinquantina gli interventi di vigili del fuoco e protezione civile. Intanto, tutto tace sugli indennizzi ai cittadini che hanno subito danni da pioggia e fango del 10 settembre 2010. Si attende una risposta dalla Regione, dopo il via libera della Provincia.

Ma in pieno inverno accade che interi quartieri rimangano coi rubinetti a secco. E’ il caso dei residenti della zona di viale D’Annunzio, che hanno cominciato l’anno rimanendo senz’acqua tutti i pomeriggi per un’intera settimana. E molti l’autoclave non ce l’avevano.

I paradossi dell’oro blu. Carenza idrica anche nei mesi freddi, mentre basta un’estate che inizi con qualche pioggia in più del previsto per far rimanere aperti fino a giugno inoltrato gli scarichi delle acque bianche sulla spiaggia di Vasto Marina.

Il futuro e le bollette. Il piano d’investimenti dell’Ato è pronto. Il Comune ha chiesto più volte 4 milioni 650mila euro di lavori urgenti. Rifare l’intera rete costerebbe decine di milioni. L’amministrazione comunale di Vasto otterrà probabilmente buona parte degli interventi ormai non più differibili. Prima, però, bisogna trovare un accordo con i lavoratori di Ato e Sati. “Il presidente dell’Ato, ingegner Caputi – precisa – ha ricevuto una richiesta di incontro dai sindacati”, dice Luciano Lapenna, sindaco di Vasto che presiede l’assemblea dell’ente. “Abbiamo formato un comitato ristretto, composto da me e dai sindaci di Lanciano, San Salvo, Gissi, San Vito Chietino e Gessopalena per sederci attorno a un tavolo con i rappresentanti dei lavoratori”. Poi andrà riconvocata l’assemblea dei sindaci dell’Ato, che raggruppa 92 Comuni sui 104 complessivi della provincia. La seduta di dicembre si è chiusa con un nulla di fatto. Toccherà a Lapenna riconvocare tutti non appena verrà sciolto il nodo sindacati. 

Ma il costo degli investimenti, a Vasto come in tutta la provincia, ricadrà sui cittadini, che pagheranno bollette dell’acqua più salate. Aumenti del 15%. Sperando di non rimanere ancora coi rubinetti a secco.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

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