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Allarme della Fiom: "Metalmeccanico, mille posti a rischio nel Vastese"

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VASTO – Sono mille i posti di lavoro a rischio nel Vastese nel solo settore metalmeccanico. I dati della Fiom-Cgil disegnano un quadro più preoccupante rispetto a quello di fine 2010. La tanto attesa ripresa sembra ancora molto lontana, se è vero che nelle scorse settimane si parlava di 7-800 esuberi nelle fabbriche delle zone industriali di Vasto, San Salvo e Gissi. “Attualmente, se si considerano anche le aziende più piccole, di cui ci stiamo occupando pur non avendo rappresentanza sindacale al loro interno, siamo attorno al migliaio di posti a rischio”, conferma Mario Codagnone, della segreteria provinciale Fiom.

La situazione. Sono decine, nel Vastese, le aziende in crisi nel settore metalmeccanico, in gran parte legato al mercato dell’auto. E se l’azienda più grande del comparto, la Denso, che occupa un migliaio di dipendenti, prevede una produzione stagnante nel prossimo futuro e annuncia alcuni giorni di cassa integrazione a febbraio, la situazione è ben più grave nelle realtà medio-piccole, dove l’attività è ferma al palo o, nel migliore dei casi, procede a rilento. Il risultato è il ricorso massiccio alla cassa integrazione straordinaria a Gissi, dove Girsud, Robotec e Valsinello Tecnolamiere hanno ancora pochi settimane di ammortizzatori sociali. A primavera saranno guai. Per questo, nella riunione del Cicas della Regione Abruzzo, comitato d’intervento per le crisi aziendali, la Fiom è tornata a chiedere le uniche due soluzioni possibili al momento: “Mettere in campo risorse – riassume Codagnone – per dare la possibilità alle aziende di usufruire della mobilità e della cassa integrazione straordinaria in deroga”. Il sindacato dei metameccanici chiede per le crisi più pesanti i contratti di solidarietà. Come quelli in corso alla Sidervasto e alla Ilmet: lavorare meno, rinunciando anche a una parte dello stipendio, ma lavorare tutti.

E’ dura. L’allarme rosso non si spegnerà a breve. “Alla Pamec, che produce a Punta Penna tubi per l’edilizia, rimangono 2-3 mesi di cassa integrazione straordinaria, situazioni difficili anche alla Istonio Affilature e, a San Salvo, alla Cima Cosmos e alla Cima Cid, dove c’è lo spettro del trasferimento della produzione in Slovacchia”, spiega Codagnone, che aggiunge: “In più, c’è tutta una galassia di aziende molto piccole in cui i lavoratori ci hanno chiesto aiuto anche se non sono presenti nostre rappresentanze sindacali. In tutto, i posti a rischio nel Vastese sono circa mille. Oltre ai cento già persi tramite il ricorso alla mobilità volontaria”.

micheledannunzio@vastoweb.com

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