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Molino: "Alleanza Pd-Udc". Primarie, Vastoviva contesta

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VASTO – A poche ore dalla rottura delle trattative tra Udc e Pdl Domenico Molino lancia la proposta rivolta ai centristi: “Costruiamo un’alleanza organica in cui la scelta del candidato sindaco passi per le primarie del Partito democratico”, afferma l’assessore alle Finanze della Giunta Lapenna. Da tempo ha lanciato il guanto di sfida. E’ stato il primo a dire di voler gareggiare per la nomination. Il sindaco, nell’assemblea del partito, ha annunciato ieri che anche lui si rimette in gioco. Per ora, sono loro a sfidarsi. Per ora, visto che Molino risponde con la massima prudenza: “A questo momento, sono candidato”. Domani, dalle 16 alle 18, le due ore fatidiche per presentare le candidature.  

Le incognite. I punti interrogativi sono due. Il primo è legato alla scelta di Peppino Forte. Per il segretario cittadino del Pd si è vociferato nei giorni scorsi di una possibile discesa in campo. Ma, visti i buoni rapporti con Molino, è difficile pensare che i due si presentino in contrapposizione. Sono alleati da cinque anni. Dai tempi della Lista Forte per Vasto. Tra i Democratici circola questa idea: “O si candida l’uno, o l’altro”. 

Seconda incognita: Vastoviva, l’associazione che le consultazioni popolari le ha proposte per prima, ma ora contesta le regole della competizione. Al leader nazionale, Pierluigi Bersani, al presidente dell’assemblea nazionale, Rosy Bindi, e ai segretari regionale e provinciale, Silvio Paolucci e Camillo Di Giuseppe.

“C’è stata – si legge in una nota di Vastoviva – la volontà di ingessare le primarie, come strumento di apertura ai cittadini, per cercare di difendere la casta e per tenere fuori quanti hanno in animo di far crescere la partecipazione di tanti alla politica. Le consorterie viciniore, che poco hanno a che fare con Vasto, hanno prodotto un regolamento da azzeccagarbugli con regole che vengono poste a tutela esclusiva di una sola parte, come la richiesta di sottoscrizione delle candidature rigorosamente di iscritti al partito e in numero del 30% degli stessi. Questo, oltre a rendere evidente un vero abuso consumato contro lo Statuto e le regole nazionali e regionali del partito (prevedono il 15% di firme di sottoscrittori), determina nei fatti una visione di chiusura”. Secondo l’associazione di cui fanno parte Maria Amato, Raimondo Pascale, Paolo Marino, Angelo Bucciarelli e Nino Fuiano, tutti del Pd, “ci sono ancora coloro che non riescono ad accettare l’idea che gli elettori possano condizionare scelte politiche importanti per la vita di tutti”.

Michele D’Annunzio – micheledannunzio@vastoweb.com

 

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